La Juventina a Staranzano a caccia del ticket per i quarti

GORIZIA
È già tempo di ritornare in campo per le portabandiera isontine di Promozione, impegnate questa sera alle 20 nella terza e decisiva giornata del girone “G” di Coppa Italia. Un torneo che spesso – specie nei suoi turni infrasettimanali – non finisce in cima alla lista dei desideri delle società e dei tecnici, ma che per diverse ragioni mai come quest’anno importante soprattutto per fare condizione e mettere benzina nelle gambe dopo la lunga inattività legata al lockdown.
I fari sono puntati soprattutto sul campo di Staranzano, dove la Terenziana riceve la Juventina in questo ennesimo derby (per i bisiachi già il terzo consecutivo) di questo inizio stagione. I biancorossi di Sant’Andrea, reduci dal pareggio ad occhiali all’esordio in campionato contro il Forum Julii, guidano il girone a punteggio pieno e con due risultati su tre a disposizione intendono staccare definitivamente il biglietto per i quarti e continuare così l’avventura. Ma non solo: mister Nicola Sepulcri ha l’occasione di ruotare i suoi uomini e provare soluzioni diverse in vista dell’esordio casalingo contro il Sevegliano Fauglis, che è già un big match. C’è ad esempio da incastrare i pezzi soprattutto a centrocampo dopo l’infortunio di Piscopo e l’espulsione di Cerne a Cividale.
I padroni di casa guidati da Fabio Grillo, smaltita la delusione per il ko contro la Pro Romans Medea, cercano l’impresa: per passare servono i tre punti e un mancato successo del Kras proprio sul campo dei giallorossi isontini. In caso di arrivo a pari punti di due squadre, vale lo scontro diretto. In caso di arrivo a tre, fa fede la classifica avulsa.
Al “F.lli Calligaris” il nuovo trainer Thomas Buso continua a lavorare all’amalgama della sua giovane formazione, uscita galvanizzata e decisamente rincuorata (dopo il caso del mancato tesseramento del tecnico designato Coceani) dal già citato successo corsaro sul terreno della Terenziana. Qualificazione impossibile – la Pro è ancora a secco nel gironcino – ma per Kompaore e soci l’imperativo è un altro: accumulare ulteriore esperienza-partita e accrescere la coesione di un gruppo giovanissimo. —
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