La Lazio affonda a Lecce ma resta a -7 dalla vetta Patric fuori per un morso



La Lazio cade ancora, compromettendo le sue speranze scudetto e lasciando tre punti d’oro al Lecce che supera il Genoa in classifica. Restano però 7 le lunghezza di distanza dalla Juve, battuta dal Milan. In avvio Liverani rilancia Petriccione davanti alla difesa e sceglie Saponara rifinitore alle spalle di Falco e Babacar. Per la sua Lazio, Inzaghi fa riposare Milinkovic Savic sostituendolo con Parolo e ripropone la coppia Immobile-Caicedo. Pronti, via e il Lecce passa: al 2’ Mancosu riceve palla, avanza e dal limite scarica un fendente all’incrocio dei pali. Un bel gol, ma irregolare: il Var certifica che il leccese si è aiutato con la mano. E dal possibile 1-0 si passa allo 0-1: sulla ripresa del gioco, al 4’, il portiere del Lecce Gabriel fa un pasticcio rinviando male con i piedi, Parolo si impossessa del pallone, poi Caicedo segna.

La doccia fredda scuote il Lecce che, tecnicamente inferiore, accetta però la sfida a viso aperto. Un atteggiamento premiato: al 30’ Mancosu innesca Falco sulla fascia, cross di destro dal fondo a centro area per Babacar che svetta di testa indirizzando la palla nell’angolino. È il pareggio. Il Lecce non si accontenta e al secondo di recupero guadagna un rigore, ma Mancosu spreca calciando alto. Subito, nella ripresa, su calcio d’angolo Lucioni si libera di Acerbi e di testa fa secco Strakosha: 2-1. I biancocelesti attaccano, ma non rimontano, nonostante i 10’ di recupero. Da segnalare l’espulsione del laziale Patric per un morso a Donati. —



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