La Lazio piega la Juve in dieci E l’Inter resta al primo posto

ROMA. L’Inter va a dormire ancora prima in classifica, niente controsorpasso Juve, e anzi Lazio che blinda la terza posizione e anzi sale a -3 dalla sua seconda posizione. Certo, conta molto l’espulsione di Cuadrado a metà della ripresa ma la Lazio non ha rubato nulla perché il suo è davvero un gran bel calcio. E allora la vittoria, in rimonta dopo il vantaggio iniziale firmato CR7, è meritata.
Gran partita, dunque. Gran partita sin dalle primissime battute di gioco, grazie, va detto, soprattutto all’ottima Lazio di questo periodo.
Ma, come talvolta succede, tanta buona volontà non paga, e anzi è la Juventus a calare il suo asso più pesante con Cristiano Ronaldo che al 25’ chiude in rete un’azione che aveva visto anche lo zampino di Dybala prima del triangolo chiesto da CR7 con Bentancour che lo ha messo davanti a Strakosha: per il gioiello portoghese il ritrovato gol su azione dopo un’astinenza durata 49 giorni. Un’eternità per lui.
Logico: la Lazio non ci sta, non ci può stare. Ma l’arbitro Fabbri - chissà poi perché... - ignora un fallo nettissimo di Cuadrado su Immobile (ma poi ci saranno almeno altre due proteste biancocelesti solo nel primo tempo!) e allora i ragazzi di Inzaghi devono aspettare il primo di recupero per festeggiare con la correzione in rete di Luiz Felipe su cross di Luis Alberto.
E la partita, così riequilibrata, resta divertente e apertissima anche nella ripresa, anche se... Anche se si a lungo l’impressione che poi comunque il pareggio non faccia così schifo a nessuna delle due contendenti. Ma a cambiare lo scenario arriva il fatto che la Juve negli ultimi 20’ gioca in dieci per l’espulsione di Cuadrado. Sarri corre ai ripari inserendo un difensore per un uomo di prima linea, e cioè Bernardeschi, la Lazio si fa più coraggiosa. Ed è premiata al 29’ quando Luis Alberto si inventa un pallone di una precisione incredibile che Milinkovic-Savic addomestica in mezzo all’area con tecnica sopraffina inutilmente controllato da De Ligt prima di battere Szczesny. E avrebbe anche l’occasione per chiudere l’incontro, la Lazio, quando al 34’ lo stesso Szczesny atterra Correa in area. Ammonizione e rigore. Rigore che batte Ciro Immobile. Ma lo si vede, non è sereno. E il portiere bianconero compie due miracoli: prima sul tiro dagli undici metri, poi sul tap-in, sempre del capocannoniere del campionato. La Juve, preme, si affida ai calci di punizione con le palle spiovono in area. Niente. Per la statistica invece arriva il gol di Caicedo al 5’ di recupero. —
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