La Lega di serie A1 lo conferma Il campionato avrà 17 squadre

Conclusa la riunione delle società di serie A1, con l’assenza prevista della Scandone Avellino, il verdetto è stato quello più scontato: tutti i club, secondo la Lega, godono dei parametri per essere regolarmente iscritti al prossimo campionato 2019/20 per cui, a questo punto, è ormai assolutamente scontato che il prossimo sarà un campionato a 17 squadre.
Ovviamente l’ultimo step sarà quello legato al Consiglio Federale convocato per il 16 luglio in cui la Federbasket (con il placet anche della ComTec) ratificherà l’elenco delle società aventi diritto stilando la lista di quelle che faranno parte della massima serie nella prossima stagione sportiva.
Presente alla riunione di Lega in rappresentanza della Pallacanestro Trieste, il direttore generale Mario Ghiacci è prodigo di considerazioni post assemblea: «È stata una riunione davvero importante e proficua, nel corso della quale si è anche potuto varare il nuovo regolamento esecutivo interno, uno strumento quanto mai utile per evitare situazioni complesse come quelle capitate nel corso dell’ultima stagione sportiva. Un’occasione anche per rimarcare la necessità di riconoscere due figure dirigenziali importantissime quali quelle del direttore sportivo e del general manager (o direttore generale)».
Ulteriore argomento cardine della riunione lo sfruttamento della mediaticità del prodotto: «Dobbiamo andare nella direzione di lavorare sui diritti televisivi. Da anni che ci barcameniamo sulle oscillazioni derivanti da introiti derivanti da biglietterie o sponsor, ma la vera svolta si avrà soltanto con un credibile supporto dei diritti tv. Sappiamo bene che il calcio governa un po’ tutto, per cui il basket e gli altri sport raccolgono le briciole, ma è una battaglia da fare. Se pensiamo che basterebbe uno o due milioni a club per far decollare tutto il movimento...»
La sensazione è che comunque questo aspetto debba andare a braccetto con la volontà di detassare attività sportive come la pallacanestro: «La volontà da parte dei legali della LBA è quella di capire quali possono essere i margini di manovra all’interno del Decreto Crescita. Ci sono buone opportunità che si possa arrivare a dare la residenza a un giocatore straniero dopo due anni di permanenza in Italia, con regolare contratto professionistico, operazione che abbatterebbe del 50% le voci di spesa della società. Tutto sulla carta, però, perché poi bisognerebbe vedere il reale riscontro in virtù di coscienze ammantate di nazionalismo e radicate al territorio della maggior parte dei giocatori americani».
In ultima battuta, sempre per incentivare l’appeal della palla a spicchi sulle coscienze sportive, si è parlato anche di un possibile evento per il derby di Bologna fra la Virtus e la Fortitudo: «È una splendida idea, la stracittadina bolognese è uno spettacolo da esportare a più appassionati possibili. Non sono state tracciate le linee guida di questa iniziativa, ma di certo sarà qualcosa da ricordare». —
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