La Lega: gazzarra al Franchi, sanzioni esemplari

FIRENZE. Il parapiglia nella tribuna autorità del Franchi di Firenze spande echi che il giorno dopo non sono meno deflagranti. «Ora c’è da aspettarsi sanzioni esemplari», dice il presidente di Lega...
L'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, grida mentre lascia la tribuna durante Fiorentina-Milan, in una immagine del 07 aprile 20133 allo stadio Artemio Franchi di Firenze. ANSA/CARLO FERRARO
L'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, grida mentre lascia la tribuna durante Fiorentina-Milan, in una immagine del 07 aprile 20133 allo stadio Artemio Franchi di Firenze. ANSA/CARLO FERRARO

FIRENZE. Il parapiglia nella tribuna autorità del Franchi di Firenze spande echi che il giorno dopo non sono meno deflagranti. «Ora c’è da aspettarsi sanzioni esemplari», dice il presidente di Lega Beretta, cui la tribuna vip domenica è sembrata pericolosamente troppo vicina a una curva di ultrà («vanno rafforzati i controlli»).

La violenta contestazione degli ultrà in giacca e cravatta all’ad del Milan, Adriano Galliani, con lancio di monete e oggetti vari, causa reazioni a catena dai vertici del pallone, nonostante le pronte scuse del club viola. Lo stesso che, con la regia di Cesare Prandelli in panchina, aveva introdotto il “terzo tempo” ed il saluto tra le squadre a fine partita. Quanto stridono con quel fair play le immagini di Galliani costretto ad abbandonare lo stadio dopo il rosso colpevolmente affrettato, inflitto a Tomovic dall’arbitro Tagliavento.

Così come hanno lasciato il segno quelle dei bimbi, attoniti di fronte alla furia dei “grandi”. E proprio ai più piccoli è riservato l’unico intervento ufficiale del Milan, per smentire («non corrisponde al vero») le ricostruzioni secondo le quali Galliani avrebbe litigato con un bambino durante i momenti più turbolenti.

«Galliani che litiga con un bambino? Non ci credo, è una cosa folle. Adriano è una persona serissima e nemmeno se la sogna una cosa del genere. È una fesseria» stigmatizza Antonino Pulvirenti, presidente del Catania.

Solidarietà «senza se e senza ma» esprime il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete: «Non è accettabile che accadano queste situazioni, non solo all’interno di una tribuna autorità, ma in generale, negli stadi. Le diversità del tifo e delle passioni che ognuno trasferisce nello stadio non possono costituire occasione di offesa nè un modo di intimidazione».

«Un arbitro non all’altezza» interviene Roberto Maroni, segretario della Lega Nord, ex ministro dell’Interno, ma qui in veste di tifoso milanista. Tagliavento sarebbe colpevole per «due rigori non assegnati al Milan e almeno uno tra quelli dati alla Fiorentina inesistente». Nonostante gli errori, sembra però arduo individuare nel direttore di gara ternano il primo colpevole della gazzarra al Franchi.

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