La magìa dell’Allianz Dome ora contagerà il Rocco
C’è una fiaccola accesa in questo finale di stagione. Una fiaccola che passa idealmente dalle mani dei ragazzi biancorossi ai piedi di quelli alabardati.
I ragazzoni del basket l’hanno accesa infiammando i cuori dei loro supporter. Hanno raggiunto il loro sogno play-off, giocando con le big del Belpaese al primo anno in A1, dopo una lunga scalata partita da un fallimento e di nuovo con una società il cui futuro è quantomeno incerto.
Il «Grazie per tutto il vostro amore» indirizzato dalla squadra ai suoi tifosi è una fotografia indelebile di un feeling che solo la passione sportiva è capace (sempre più di rado) di creare. Gli applausi sinceri al termine di una sconfitta la dicono lunga sulle emozioni provate da un pubblico forse unico che ha accompagnato la sua squadra sul parquet e fuori.
Se per la Trieste del basket il sogno era i play-off perché l’obiettivo era una tranquilla permanenza nella massima divisione, quello della Triestina si chiama serie B nell’anno del centenario. Il Rocco finora non è stato preso d’assalto come l’Allianz Dome a suon di sold-out. Ma nel big-match con il Pordenone il pubblico triestino ha risposto presente. Non solo, ma alla fine di ogni partita e anche del derby gli applausi non sono mancati. L’entusiasmo sta crescendo con più moderazione (il passato pre-Biasin pesa non poco) ma la scintilla è scoccata. Perché questa Triestina allestita con perizia dal triestino Milanese e costruita con pazienza e dedizione da Pavanel, tecnico con l’alabarda nel cuore, ha sempre dato il massimo. Ha segnato gol a raffica, ha vinto gran parte delle esibizioni casalinghe, ha saputo reagire in situazioni di svantaggio, si è piazzata tra le prime sei in Italia nella terza serie. Insomma, questa Triestina ha dimostrato di essere una squadra vera con i numeri per giocarsi fino in fondo una promozione in B che prima o poi arriverà (ma è meglio prima che poi).
Forse finora le è mancato solo quel pizzico di sfrontatezza che accende gli animi di chi comunque è già innamorato del suo carattere, dell’impegno, dell’attaccamento alla maglia. È questo il momento di liberare i freni e vincere ogni residua timidezza sempre nel rispetto degli avversari e pur sapendo che il successo in un pugno di partite è condizionato da mille componenti.
L’Allianz Dome gremito e il nuovo Rocco con tanti tifosi dopo anni di magra sono una vittoria per la Trieste sportiva. La “marinaresca”, colonna sonora del Palazzo, è un canto anche della Furlan. L’ultima volta l’hanno intonata in riva al Garda. A Salò il 20 aprile. Una melodia d’amore per la città dopo anni di “Viva l’a e po’ bon”, con tutto il rispetto, fa un altro effetto.
Grazie ai ragazzi biancorossi. Forza e auguri rossoalabardati. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








