La “mitica” Dorio ospite al Verdi: «Lo sport è un veicolo educativo»

TRIESTE. Ha conosciuto il massimo podio olimpico, ha collezionato dozzine di primati e vestito la maglia azzurra ben 65 volte, eppure il suo ricordo cardine risale ai Giochi della Gioventù del 1971, quando debuttò e vinse sulla distanza dei 1000 metri. Gabriella Dorio, lo sport, i giovani. Temi che caratterizzeranno la ribalta del “Gala della Mujalonga Sul Mar”, l'appuntamento in programma stasera nel Teatro “Verdi” di Muggia ( alle 20), tappa che incornicia la prima giornata della rassegna organizzata dalla Marathon. Accanto a Gabriella Dorio, oro nei 1500 metri piani alle Olimpiadi di Los Angelese nel 1984, stasera sul palco del “Verdi” approdano altri esponenti della scena sportiva nazionale, atleti che hanno già con alle spalle una bacheca assortita di cimeli e davanti il desiderio di trasmettere e raccontare. Sono Venanzio Ortis ( europeo nei 5000 metri nel '78), il marciatore Diego Cafagna, il paralimpico argento ad Atene nel salto, Stefano Lippi, Luca Giustolisi ( bronzo nella pallanuoto ai Giochi di Atlanta), Massimo Piccini, più volte campione internazionale di paracadutismo sportivo, e Giada Dijust, la più “ verde” del gruppo, azzurra nel sollevamento pesi.
Dello squadrone di scena oggi a Muggia, Gabriella Dorio rappresenta il diamante, la regina, l'esponente nobile di uno sport come l'atletica, privo spesso di sponsor ma ricco per tradizione di capitoli formativi, spunti che la campionessa olimpionica tenta ora di divulgare anche nei contesti scolastici: «Oltre che con i ranghi Under 20 della Federazione di atletica, lavoro nel progetto Gioco Atletica Scuola – specifica Gabriella Dorio – una missione che reputo intensa e importante in chiave educativa anche se spesso non troviamo proprio la scuola a darci una mano». Già, perchè: «Esiste ancora un preconcetto, da parte di molti insegnanti, che si tratti di una perdita di tempo, che si distragga il giovane dal percorso di studi – ha aggiunto – e invece non è così, anzi. Ho potuto constatare da vicino che la pratica dello sport aiuta anche nel cammino scolastico, dona mentalità e capacità organizzative. Di solito gli atleti si distinguono anche nei risultati a scuola».
Gabriella Dorio a modo suo sta ancora correndo, e lo fa accanto ai giovani, verso le problematiche del tempo, cercando di fornire più stimoli che soluzioni: «Il modello americano del College magari è esagerato – ha sottolineato la campionessa veneta – ma in varie parti del mondo, Germania e Australia ad esempio, lo sport riveste un giusto e formativo ruolo all'interno delle scuole. Il giovane di adesso forse non è distratto dalla strada, quanto dall'immobilismo davanti al computer. Il problema attualmente è questo e lo sport può e deve fornire un aiuto sociale». Solo idealismo?: «No, vedete, stando a contatto con i giovani anche io cresco ancora, giorno per giorno – ha concluso Gabriella Dorio – e credo veramente che il valore dello sport possa influire per un mondo semplicemente migliore».
Francesco Cardella
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