La nuova Ism fa pokerissimo e vuole la zona play-off

GORIZIA
Un mese per rifiorire. E gridare al campionato che, perché no, per i play-off c'è anche lei. È il "nuovo" corso dell'Ism Gradisca, che dopo una serie nera di quattro sconfitte consecutive ora sembra non conoscere più limiti: cinque i risultati utili centrati dalla sconfitta di Cervignano, fra cui quattro vittorie: l'ultima, domenica, nel big match contro il Sistiana. Un match che i gradiscani hanno dominato sotto il profilo delle occasioni, per 70 minuti. E mister Giuliano Zoratti può godersi la crescita della sua baby gang. «È un buon momento per noi. Lavoro con un gruppo di bravi ragazzi ai quali voglio fare i complimenti perché in quest'ultimo mese si sono messi in discussione lavorando sulle proprie lacune. È chiaro che molto rimane da fare - ecco il giustamente incontentabile "Zorro" - perché nel finale un errore è costato il loro 2-1, e un'altra leggerezza avrebbe potuto costarci molto cara. Ma davanti abbiamo attaccato con automatismi e una fisionomia ben precisa». E una "confidenza": «È stato bello uscire fra gli applausi del "Colaussi"».
E l’Ism ora è attesa - sabato - dal derby contro una Pro Romans Medea che a Rabuiese l’arbitro ha rimandato negli spogliatoi assieme ai padroni di casa dello Zaule. Troppo vento per giocare a pallone.
Vento che è spirato forte anche a Prosecco, ma ha spazzato via - sotto forma delle spoglie giallorosse di uno scatenato Primorje - il Mladost, uscito sconfitto 5-1 dalla capolista del campionato. Un risultato che non deve allarmare la matricola terribile di Doberdò, anche se mister Caiffa sognava di giocarsela più a lungo. «Eravamo stati molto bravi a pareggiare nel momento ideale, con Malaroda poco prima del riposo, ma un episodio ha vanificato il tutto. Sul rigore del 3-1 la gara è finita e per me non fa più testo. È vero, ci troviamo a dover gestire una situazione nuova: mai sinora due sconfitte di fila e otto reti al passivo. Ai ragazzi dirò che noi siamo sempre gli stessi, ci sta che Ism e Primorje siano più forti di noi». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








