La Svizzera ci prova ancora Luis Enrique: noi i migliori
L’altrA SFIDA
Matteo De Santis
In caso di seconda volta felice nella sua storia con la Spagna, subito dopo aver costretto la favoritissima Francia al ritorno a casa, la Svizzera potrebbe davvero rompere il vetro della modestia e sognare in grande. Nelle precedenti 22 occasioni, prima dell’appuntamento odierno a San Pietroburgo con in palio un posto tra le prime quattro del Continente, l’unica eccezione vincente venne registrata nel 2010, nel primo e unico Mondiale vinto dalle Furie Rosse. Ma Vladimir Petkovic, lo stratega che conquistò una Coppa Italia con la Lazio e adesso può portare la Svizzera in una semifinale europea, ha pronta la ricetta per una nuova impresa: «L’assenza di Xhaka obbliga tutti quelli che scenderanno in campo a dare il 10% in più. Sono convinto che i miei ragazzi non mi deluderanno. Certo, la Spagna è favorita, la conosciamo bene, ma noi abbiamo le nostre armi e sappiamo come usarle».
Concetto ribadito, senza fare tanti giri di parole, anche da Shaqiri: «Sappiamo che dovremo di nuovo andare oltre i nostri limiti, ma anche che possiamo farlo». Gli ultimi due incroci in Nations League, uno finito 1-0 per la Spagna e l’altro terminato 1-1, dicono che l’unica cosa che non si può toccare alla «Roja» è il possesso di palla, registrato sempre intorno al 65%.
«Sarà una sfida complicata. La Svizzera attacca e difende bene di squadra – replica Luis Enrique, ct iberico – ma non sono d’accordo con chi dice che nelle ultime due gare contro di loro abbiamo quasi giocato alla pari. A Madrid, quando abbiamo vinto, il risultato non rispecchiò fedelmente il nostro netto dominio». D’altronde Luis Enrique, marziano per un anno alla Roma e «conducator» al Barça del secondo Triplete e con le Furie Rosse, è fatto così: zero diplomazia. «No, in questo Europeo non ho visto nessuna squadra migliore di noi», l’aggiunta successiva. Dichiarazione che nel bene può ricordare la difesa a spada tratta di Morata dalle critiche, ma nel male anche la presunzione di superiorità che ha zavorrato la Francia. —
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