La under 21 pronta a raccogliere il testimone del giugno azzurro

ROMA. Dal quarto successo consecutivo della nazionale maggiore, con il bellissimo gol segnato da Lorenzo Insigne che ha ricordato analoghe prodezze del Roberto Mancini giocatore, alle azzurre del tecnico Milena Bertolini e della capitana Sara Gama impegnate nel Mondiale in Francia che sta facendo scoprire a molti il pianeta donne del pallone. Ma anche l'under 20 eliminata soltanto nella semifinale del Mondiale di categoria dall'Ucraina e dal Var, mentre l'Under 21, rinforzata dai vari Chiesa, Zaniolo, Lorenzo Pellegrini, Barella e Kean, sta per scendere in campo nell'Europeo di categoria (l’esordio è in programma domenica a Bologna il 16 contro la Spagna) che giocherà in casa e ha “quasi” l'obbligo di vincere. Il traguardo minimo, ma nemmeno si dovrebbe dirlo, è la semifinale che garantirebbe il ritorno alle Olimpiadi sedici anni dopo il bronzo di Atene 2004.
Insomma sono giorni tinti d'azzurro, e che catturano l'attenzione generale come testimoniano i dati dell'audience televisiva: 3,5 milioni e mezzo di spettatori davanti alla tv per Italia-Australia donne, cifra mai registrata prima per la versione rosa della Nazionale, e 7,453 milioni di telespettatori per Italia-Bosnia di martedì sera.
A un anno dall'inizio di Euro 2020, che verrà inaugurato proprio a Roma, la febbre del calcio da queste parti non passa mai di moda («qui di gente che sa giocare a pallone ce n'è tanta - ha commentato Mancini - e la nostra è sempre stata una grande Nazionale») e continuerà nei giorni a venire, a cominciare da domani, quando l'Italdonne tornerà in campo per sfidare, questa volta, le ”reggae girlz” della Giamaica. Poi domenica l'esordio della nazionale under 21 di Di Biagio a Bologna, contro la Spagna.
«La Figc e il suo Club Italia si muovono seguendo un progetto unico e i risultati iniziano a essere evidenti. Puntiamo sui giovani e la collaborazione tra Mancini, Di Biagio e Nicolato ne è un esempio lampante», ha ricordato ieri il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina.
Intanto conforta il secondo tempo di martedì sera degli azzurri di Mancni, quando hanno giocato il calcio forse più bello visto finora sotto la gestione dell'attuale ct. Il merito è ovviamente anche del tecnico, che sta cambiando mentalità a un gruppo rinnovato e, nei reduci dell'era Ventura, ancora scosso dalla mancata qualificazione al Mondiale in Russia. La strada si è fatta un po’ più in discesa, le varie nazionali “tirano” e l'Italia, sarà bene ricordarlo, sempre ha quattro stelle sulla maglia, segno che sta e rimane nell'Olimpico calcistico. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








