L’Aquileia si concede un importante tris di gol
AQUILEIA. Importante vittoria casalinga dell’Aquileia che si impone per 3-1 sulla Pro Romans in una gara in cui ha mostrato una forte crescita sul piano emotivo. Dopo alcune gare in cui i risultati erano sfuggiti di un soffio negli ultimi minuti, la squadra di Lepre è apparsa più matura ed equilibrata. In grado, comunque, di portare a casa i tre punti di una partita che ha controllato per larghi tratti.
L’inizio del match appare equilibrato con la Pro Romans ben organizzata, ma poco concreta.
Ma proprio quando ci si aspetta una qualche iniziativa del team di Trangoni, al 20’ sono invece i locali ad alzare la testa e a rendersi pericolosi con due tiri da lontano di Chirivino e Meneghel che finiscono fuori di poco.
Al 37’ la rete che sblocca il risultato: segna Chirivino dopo un angolo in un’azione in mischia che lo vede protagonista con una zampata.
La Pro Romans prova a reagire, ma in modo inconcludente e senza impensierire quindi Paduani.
A fine primo tempo Spagnul lascia il campo per infortunio: ad entrare in campo è Riccardi, un momento che si rivelerà poi favorevole a per i locali.
Al 15’ della ripresa, infatti, l’Aquileia raddoppia: Riccardi concretizza un contropiede con un gran tiro nel sette su assist di Meneghel.
La Pro Romans prova a insistere maggiormente grazie all’ingresso della punta Cecon, che segna al 26’ in un modo piuttosto fortunoso: il suo tiro, infatti, va a colpire la schiena del portiere avversario prima di finire la sua beffarda traiettoria in rete.
Al 35’ arriva la terza e ultima rete della squadra di Lepre su contropiede in una bellaazione corale che vede l’inserimento in area di Meneghel, sontuosamente servito da Riccardi.
Nonostante lo svantaggio la squadra di Trangoni non ha mollato fino all’ultimo e ha provato a insistere.
A quel punto, però, è salito sugli scudi il portiere di casa. È statao infatti Paduani a impedire la rete in almeno un paio di occasioni , con due grandi interventi su colpo di testa di Romanutti e tiro di Cecon, risvegliatisi tardivamente.
Ma a quel punto era già game over e non c’era tempo per rifarsi.
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