L’ardore non basta Le ragazze di Zoratti cedono al Fratte
TRIESTE
Sconfitta per 0-3 interna della Seleco, bloccata dal Fratte. Nel lungo e tortuoso cammino che stanno affrontando le coselline in questo campionato di B2, la gara interna contro le esperte padovane dell’Altafratte S. Giustina rappresentava sicuramente uno degli ostacoli più ostici, trattandosi di un avversario ben organizzato e la cui rosa è composta da atlete di prima fascia per la categoria. Ancora una volta la risposta delle triestine (il roster più giovane del campionato) è stata ammirevole: scese in campo senza alcun timore reverenziale, ma con la giusta dose di sfrontatezza e determinazione, sono riuscite per lunghi tratti del match a tenere testa alle ragazze di coach Faggin, esprimendo un gioco frizzante e dinamico, e costringendo in svariate occasioni il reparto difensivo avversario agli straordinari.
Nella prima frazione, dopo una fase di iniziale equilibrio, il Coselli ha pagato qualche ingenuità difensiva di troppo, pur dimostrando piccoli progressi sotto il punto di vista tecnico, e limitando i danni. Il passaggio a vuoto del secondo set (tremendo distacco sul 7-25) è giustificato dallo sfortunato infortunio incorso alla bomber Bole nei primi punti, che ha inevitabilmente destabilizzato alcuni equilibri e preoccupato la compagine di casa. Ma di fronte alle difficoltà, nel terzo set, con una formazione improvvisata, Sblattero e compagne hanno sfoderato una prestazione sontuosa mettendo ansia al Fratte, quasi spaesato da tanto ardore, salvo poi cedere soltanto nel finale dopo un importante equilibrio sino al ventesimo punto. Entusiasta coach Zoratti, che a fine gara non nasconde l’ottimismo: «Avevo chiesto alle ragazze una dimostrazione di carattere, perché delle loro capacità tecniche non ho alcun dubbio, e la risposta che hanno offerto è andata oltre le aspettative. Il risultato lascia il tempo che trova, conta aver visto una squadra unita, determinata e con un entusiasmo che mi rende fiducioso per il futuro. La sconfitta sul campo, dunque, assume ben poco rilievo davanti a un progetto giovanile congruo, che sembra percorrere la strada giusta». —
A. TRIS.
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