L’Assocalciatori: «Domenica in serie C sciopereremo»

TRIESTE
L’Associazione Italiana Calciatori ha indetto uno sciopero per la prima giornata di serie C: i calciatori non scenderanno in campo domenica per il turno inaugurale del campionato, pertanto niente partite e niente Triestina-Matelica. Almeno al momento. L’Aic lo aveva già minacciato la scorsa settimana, quando aveva annunciato lo stato di agitazione, ma ora è passata ai fatti e ha indetto ufficialmente lo sciopero.
Sotto accusa le norme sulle liste a 22 giocatori e le regole sul minutaggio dei giovani, sulle quali l’Aic ha «preso atto dell’impossibilità di raggiungere un’intesa con la Lega Pro». Una dura presa di posizione che l’Aic spiega così: «L’azione di protesta nasce dall’inspiegabile passo indietro della Lega Pro, rispetto al regolamento in vigore nella precedente stagione sportiva, relativo alla reintroduzione di limitazioni, sostanzialmente obbligatorie, dell’utilizzo di un numero massimo di calciatori professionisti».
In effetti l’introduzione della norma sulle rose limitate, se da una parte ha trovato molti club favorevoli perché salvaguarda la loro sostenibilità economico-finanziaria, dall’altra ha destato un diffuso malcontento tra le società che possono permettersi rose più ampie. Ma soprattutto ha fatto arrabbiare il sindacato dei calciatori, che vede ridurre in modo drastico i posti di lavoro. Tra l’altro, proprio in una stagione con 9 turni infrasettimanali e un calendario di partite ravvicinate, con la necessità quindi di una maggiore rotazione e di turnover, ridurre all’improvviso la disponibilità numerica di giocatori desta ancora maggiori perplessità. C’è chi auspica un incontro tra le parti per trovare un compromesso ed evitare lo sciopero.
Intanto arriva una replica piuttosto stizzita di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro: «Lo sciopero? Un errore micidiale, gravissimo. La sensazione è che manchi la consapevolezza della situazione attuale, visto che si indice uno sciopero su temi che possono portare al crac del calcio italiano. C’è un problema, l’Aic si deve rendere conto che non siamo in grado di reggere, che non può esistere una situazione nella quale i costi dei contratti sono quelli pre-pandemia e le entrate per i club post-pandemia. Le società non ce la fanno. Lavoreremo per riannodare i fili della situazione e far capire la necessità della sostenibilità complessiva del sistema in un momento difficile». —
A.R.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








