Le mani del Governo sul Coni: è il gelo tra Malagò e Giorgetti
il caso
Il programma li prevedeva entrambi presenti, e così è stato, ma il sottosegretario Giorgetti e il presidente del Coni Malagò non si sono incrociati, arrivando e lasciando i lavori in tempi diversi, e brevissimi: incrocio simbolico di un grande freddo, in un momento decisivo per il piano di riforma del Comitato Olimpico.
Sede del possibile incontro era un convegno organizzato dall'UsAcli alla Camera dei Deputati in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il “rischio” collisione è sfumato e, in previsione della imminente partenza di Malagò per l'esecutivo del Cio a Tokyo, un possibile incrocio è rimandato a oggi, quando al Coni si celebreranno i 150 anni di Federginnastica. «Novità sulla riforma? Non ne ho. Vedrò il sottosegretario Giorgetti, che ha confermato la sua presenza per la cerimonia della Federginnastica», ha detto Malagò lasciando il convegno. «Sì, ho in agenda un impegno al Coni per Federginnastica. Ma è un momento complicato politicamente e gli impegni sono tanti», ha chiarito più tardi l'esponente del governo, che intanto ha preso atto degli interventi di atleti sui media in favore del Coni, l’ultima Bebe Vio.
Quello tra Giorgetti e Malagò è stato un botta e risposta a distanza che lascia dubbi sull'effettiva ineluttabilità dell'incontro odierno. Giorgetti, la cui presenza annunciata era stata messa in forse dagli impegni istituzionali della mattinata, ha raggiunto il convegno per un breve intervento quando il presidente del Coni, presente puntuale all'apertura dei lavori, aveva già lasciato la sala, a sua volta pressato da altri appuntamenti in vista della partenza per il Giappone. —
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