Leonard e Scariolo nella storia Toronto in festa per il titolo

I Raptors battono Golden State e diventano la prima squadra  non statunitense a conquistare  l’anello. Kawhi Mvp, e a esultare è anche il viceallenatore italiano
epaselect epa07647074 Toronto Raptors forward Kawhi Leonard (C-L, bottom row) holds the MVP trophy while posing with the team and Serge Ibaka (C-R, bottom row) of the Republic of the Congo as he holds the Larry O'Brien NBA Championship Trophy at the conclusion of the NBA Finals Championships game six between the Toronto Raptors at Golden State Warriors at Oracle Arena in Oakland, California, USA, 13 June 2019. EPA/MONICA M DAVEY SHUTTERSTOCK OUT
epaselect epa07647074 Toronto Raptors forward Kawhi Leonard (C-L, bottom row) holds the MVP trophy while posing with the team and Serge Ibaka (C-R, bottom row) of the Republic of the Congo as he holds the Larry O'Brien NBA Championship Trophy at the conclusion of the NBA Finals Championships game six between the Toronto Raptors at Golden State Warriors at Oracle Arena in Oakland, California, USA, 13 June 2019. EPA/MONICA M DAVEY SHUTTERSTOCK OUT



Il pronostico a inizio stagione, tanto banale quanto universalmente condiviso, era il seguente: solo eventuali infortuni potranno impedire ai Golden State Warriors di vincere il terzo titolo consecutivo. A otto mesi di distanza per gli ormai ex campioni uscenti si è materializzato il peggiore degli incubi. I drammatici infortuni della superstar Durant e nella decisiva gara 6 di Klay Thompson hanno cancellato il sogno del “three-peat”, ma la sfortuna che ha contribuito ad abbattere i Warriors non deve intaccare di una virgola i meriti dei neocampioni.

È un’impresa storica quella compiuta l’altra notte dai Toronto Raptors prima squadra non statunitense a conquistare il titolo battendo 114-110 Golden State e chiudendo la serie finale 4-2. Tifosi impazziti nella metropoli canadese, dove è tuttora massiccia la presenza di corregionali o discendenti di immigrati partiti dal Friuli Venezia Giulia nel secolo scorso. Un trionfo a forti tinte internazionali (da Marc Gasol a Ibaka) compreso un po’ d’azzurro grazie a Sergio Scariolo, assistente prezioso di coach Nick Nurse, secondo italiano a poter vantare un anello Nba dove Marco Belinelli, vincitore del titolo nel 2014 con San Antonio. E a proposito degli Spurs, la vittoria epocale dei canadesi resterà per sempre legata a una mossa di mercato risultata decisiva: lo scambio che in estate ha portato a Toronto Kawhi Leonard e a San Antonio DeMar DeRozan. I rapporti con la dirigenza Spurs erano ormai compromessi (addirittura circolavano voci che stesse “simulando” un infortunio) e non c’erano garanzie sulla tenuta fisica, ma il rischio che San Antonio stesse commettendo il peggior errore dell’era Popovich era concreto. Si può rinunciare a uno come Kawhi? La risposta è arrivata, inequivocabile. Leonard si è confermato miglior difensore della lega e allo stesso tempo attaccante in grado di chiudere le Finals a 28.5 di media (più 9.8 rimbalzi). E ora è il terzo giocatore della storia a vincere il titolo di Mvp con due squadre diverse dopo LeBron e Kareem. —



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