Ligi, finalmente Unione: «Ritrovo Trieste convinto dal progetto e dalla voglia di B»

TRIESTE È il nuovo corazziere della difesa alabardata: con i suoi 191 cm e le quasi 200 presenze in B, Alessandro Ligi, 31 anni il prossimo novembre, porta fisicità ed esperienza.
Difensore centrale mancino che sa giocare da ambo i lati in base alle esigenze, torna dopo 11 anni a Trieste dove aveva giocato nella Primavera.
Ligi, del suo arrivo alla Triestina se ne parla da tanto: come mai è stata un’operazione così lunga?
Io ero già convinto dal bel progetto, dalla società che è seria e dalle sue ambizioni, così quando è arrivata la chiamata di Milanese per vari motivi è stato semplice dire di sì. Poi durante il mercato si creano varie situazioni, anche la Triestina doveva valutare bene alcune cose, ma alla fine l’importante è che tutto sia andato per il verso giusto.
Quanto sono stati importanti nella scelta i suoi legami con Trieste?
È stato un qualcosa in più, ma non certo l’aspetto decisivo. È vero che ho legami a Trieste per vari motivi, anche sentimentali visto che la mia compagna è di qui. Quindi sono spesso in città e ho preso parte a un paio di camp, ma la mia scelta è stata presa a prescindere da questo. Io ho girato tanto in carriera, per cui non sarebbe stato un problema girare ancora.
Cosa ha pesato di più allora?
Vengo alla Triestina perché è una società top di serie C e ha precise ambizioni. Quella è stata la molla. Il resto è un di più, importante ma non decisivo.
Di quell’anno a Trieste cosa ricorda?
Io ero venuto per fare il campionato Primavera, poi iniziai il ritiro con la prima squadra e il mister decise di tenermi: non esordii in campionato, ma allenarmi con una squadra di serie B, che fra l’altro quell’anno sfiorò i play-off, è stato molto utile per crescere.
In serie B poi ha giocato per quasi un decennio.
Si, dopo due anni a San Marino, a partire da Crotone di serie B ne ho fatta tanta: ho incontrato difficoltà iniziali, ma poi ho giocato in tante società e ognuna mi ha insegnato qualcosa. E questo girovagare mi è servito tanto.
Il più grande rimpianto?
L’esperienza di Bari, dove sono arrivato dopo i tre anni di Crotone. La squadra pugliese era in crescita, mi aveva acquistato e credeva in me, ma restai solo 6 mesi e poi andai via in prestito: vuol dire che lì avrei potuto dare di più.
E il ricordo più bello?
Crotone, perché è la prima società di B dove ho giocato e sono cresciuto. Soprattutto il terzo anno, quando andammo ai play-off. Ma anche di Cesena ho un ricordo positivo.
È mai stato vicino al grande salto in serie A?
Proprio quel terzo anno di Crotone ero seguito da un paio di società di serie A, poi un infortunio mi privò forse di quella possibilità: dopo uno scontro con il mio portiere fui ricoverato e dovetti essere operato per pneumotorace.
Ora l’obiettivo è riconquistare la B sul campo?
Assolutamente sì, quella è la mia ambizione e per questo ho scelto la Triestina, anche se è un campionato difficile da vincere. Vedremo i gironi, ci saranno tante squadre ambiziose, ma ce la giocheremo. So bene che la Triestina vuole fare il salto, l’ho sempre seguita ed ero anche venuto a vedere la sfortunata finale col Pisa. Ma bisogna continuare a provarci.
Un primo giudizio sulla squadra?
Forse manca ancora qualche tassello, ma è già ottima e completa per cercare di vincere su ogni campo. E anche se il calcio d’agosto lascia il tempo che trova, l’amichevole con la Lazio ha dimostrato che ci sono valori importanti.
Sarà anche la prima volta che giocherà al Rocco, vero?
Già, non ci ho mai giocato in carriera. Dovevo venire quest’anno col Carpi, ma poi il campionato si è bloccato. Non vedo l’ora, è uno degli stadi più belli che ci sono in giro e merita certamente altre categorie. —
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