Lo Duca: «Io non mollo la Triestina ci è vicina e batterò tutte le strade»

«Ho incontrato ieri Mauro Milanese. L’amministatore unico della Triestina ha espresso la sua vicinanza alla nostra società, ci ha confermato l'appoggio da parte del presidente Biasin e ha riconosciuto il valore che la Pallamano Trieste rappresenta per la nostra città. In un momento per noi particolare come questo, un gesto concreto e parole di sostegno che sono molto importanti». Giuseppe Lo Duca sottolinea con soddisfazione il valore del supporto ricevuto dalla Triestina alla vigilia della settimana decisiva per il futuro della società. Da una parte la dead line di lunedì 24 giugno, ultimo giorno utile per iscriversi al prossimo campionato di serie A, dall'altra la ricerca del budget necessario ad affrontare i costi di una stagione nella quale il sodalizio giuliano festeggerebbe il cinquantesimo compleanno. «Una data che speravamo di celebrare in maniera diversa- racconta il presidente Lo Duca- purtroppo a oggi la possibilità di poter essere in campo nel prossimo campionato è ancora tutt'altro che concreta. Negli ultimi mesi abbiamo raccolto tante promesse e l'interessamento reale di chi abbiamo contattato, al momento però non si è sbloccato nulla. Restiamo in attesa, consapevoli che nella ricerca del budget minimo necessario (250 mila euro ndr) quello che abbiamo raccolto fino a oggi non ci consente realisticamente di iscriverci al prossimo campionato». Continua, dunque, il lavoro di una società che, dietro l'attività della prima squadra, muove un significativo numero di mini atleti. Uno dei settori giovanili più floridi del panorama nazionale oltre al migliaio di ragazzi e ragazze raggiunti nelle scuole e coinvolti nel festival della pallamano che interessa un esercito di quasi mille ragazzi e ragazze. «Riprendo le parole del nostro general manager, Giorgio Oveglia- conclude Lo Duca. Cominciamo a fare fatica a elemosinare nel quotidiano piccole somme per portare avanti una tradizione come quella che la pallamano rappresenta per Trieste. Nei cinquant'anni della nostra storia, oltre agli scudetti e alle tante vittorie regalate alla città abbiamo creato un sistema in grado di portare migliaia di ragazzi in palestra. Se tutto questo non ha più significato, se il messaggio che Trieste ci manda è di tirare il sipario e chiudere i battenti ne prenderemo atto. Spero davvero non sarà così». —
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