L’omaggio di Isola a Benvenuti Nino: «Il suo mare nel cuore»

Il commosso commento del campione «Ho sempre continuato a sognare il luogo dove sono nato e quando sarà il mio momento desidero che mi riaccolga»

ISOLA D’ISTRIA

«Non avrei mai pensato di poter ricevere un riconoscimento dal paese che mi ha dato i natali».

Queste le prime parole di Nino Benvenuti a commento dell’attribuzione del premio Isola d’Istria, che è stato conferito l’altra sera in una cerimonia nella cittadina costiera, a palazzo Manzioli nel corso di una cerimonia organizzata dalla locale Comunità autogestita della nazionalità Italiana. Purtroppo Nino Benvenuti non ha potuto essere presente, e il premio è stato ritirato a suo nome dal fratello Dario presente assieme al nipote Fredrik.

Il premio - come è stato detto l’altra sera a Isola - è stato attribuito al campione di pugilato, nell’anno del suo ottantesimo compleanno, «per la sua grande capacità sportiva, per aver sempre promosso il valore dell’italianità con la sua popolarità ma anche con la sua simpatia e la sua carica umana, senza dimenticare le sue origini e rimanendo fedele al suo spirito: Istriano e Isolano, che ha sempre presentato con orgoglio e fierezza e che lo hanno aiutato ad affrontare le vittorie e le sconfitte della vita e del ring, fino ad arrivare al presente, fatto di solidarietà, compassione per il prossimo e sostegno, senza pregiudizi e ambiguità».

«Nonostante sia molto tempo che manco da Isola, resto sempre un “isolan” - ha commentato Nino con il Piccolo da Roma, dove risiede da anni -. Chi non la conosce, chi non ha mai calpestato quella terra rossa, non può capire la magia di quel luogo. È il più bel paese del mondo. Raccontarla, per come io la ricordo, potrebbe sembrare inverosimile.Non è immaginabile tanta bellezza tutta concentrata in una piccola penisola, bagnata quasi interamente dal mare; un mare che, per chi come me vi è nato, resta scolpito nella memoria del cuore. L'ho sognata più volte e per questo è come se non l'avessi mai lasciata. Così come, da sempre, sogno che, quanto giungerà anche per me il momento di andare, Isola mi riaccolga, come una madre nella culla, per riabbracciarmi nella mia ultima, definitiva dimora».—





Riproduzione riservata © Il Piccolo