L’ospite Mancini «Lazio e Juve il top»

Il ct invitato dalla federazione saudita per la gara di domani «Nessuno gioca bene come le squadre di Inzaghi e Sarri»
Italy's head coach Roberto Mancini during a training session at the Coverciano Sport Center in Florence, Italy, 11 November 2019. Italy prepares the UEFA EURO 2020 group J qualifying matches against Bosnia Herzegovina and Armenia. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
Italy's head coach Roberto Mancini during a training session at the Coverciano Sport Center in Florence, Italy, 11 November 2019. Italy prepares the UEFA EURO 2020 group J qualifying matches against Bosnia Herzegovina and Armenia. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

dall'inviato

Gianluca Oddenino

RIAD. Come spot promette bene: «Juve-Lazio sarà una bella partita, perché si sfidano le due squadre che stanno giocando il miglior calcio in Serie A». E se lo dice Roberto Mancini c’è da crederci, visto che di grande bellezza se ne intende e anche per questo ieri sera è stato invitato dalla federcalcio locale per un incontro con gli allenatori sauditi. Il Made in Italy pallonaro tira forte a Riad, se anche il presidente della Fifa sarà presente domani allo stadio per la finale della Supercoppa italiana, e il ct della Nazionale si diverte a fare da apripista in un paese che adesso viaggia a velocità tripla. «Lo sport, in particolare il calcio, è una delle poche cose che apre e avvicina tutti quanti», sottolinea con forza prima di fare le carte all’attesa partita.

Mancini conosce bene Simone Inzaghi, visto che l’ha avuto prima come compagno di squadra e poi come giocatore nella Lazio, e sa che cosa può esprimere Sarri nella sua rivoluzione bianconera. «Sono due allenatori bravi con sistemi di gioco diversi: ecco perché sarà una partita bella e aperta - sottolinea -. Simone è da un po’ di anni che gira alla grande e credo che stia vivendo il suo miglior momento: ormai è ai livelli di Juve e Inter». Una bella promozione sul campo, oltre che una spinta da parte di uno che ha vinto 4 volte la Supercoppa (due da giocatore e due da allenatore) e detiene il primato di più giovane vincitore. Mancini aveva 40 anni e 266 giorni quando trionfò con l’Inter nel 2005, mentre Inzaghi nel 2017 era un fresco 41enne quando superò i bianconeri.

A Riad, però, può cadere un altro record: a quasi 61 anni Sarri può diventare il tecnico più vecchio a conquistare la Supercoppa (il sampdoriano Boskov nel 1991 aveva 60 anni e 100 giorni) in quella che sarà anche la sua prima finale tricolore. E per farcela sarebbe tentato di schierare Dybala-Higuain-Ronaldo anche contro la Lazio. «È un vantaggio – sorride il ct azzurro - mica un problema».

Con i tecnici locali

Il gol di CR7 a Genova ha fatto il giro del mondo e ha fatto da lancio per questa partita che verrà trasmessa in 210 Paesi. «È stata una rete straordinaria che richiama alla mente grandi gesti – analizza Roberto Mancini -: a me ha ricordato Gigi Riva. Al di là dei paragoni è stato un gol bellissimo per elevazione pazzesca e per come ha indirizzato bene la palla».

La scorsa edizione, sempre in Arabia Saudita e sempre nel 2019, venne decisa da Ronaldo sempre di testa e in tanti si aspettano un bis. «Lui è in un grande periodo di forma – dice il commissario tecnico dell’Italia -, così come Immobile. Sarà una partita bella e aperta: giocheranno con la testa libera, perché non pesa sul campionato, e il fatto che si siano incontrate solo due settimane fa è uno stimolo doppio. Sarà come una rivincita per la Juve».

Il ct sarà uno spettatore interessato, così come la cinquantina di allenatori arabi venuti ad ascoltarlo.

Gli chiedono di tutto e di più, compreso l’uso dei social negli spogliatoi («Ho vissuto un’epoca senza: si stava bene, forse si stava meglio») o le differenze tra Premier e Serie A, mentre lui regala anche qualche battuta («Perché ho preso l’Italia? Perché non c’era più nessuno») e rilancia la sua voglia di vincere l’Europeo 2020: «Abbiamo un grande passato e vogliamo avere un grande futuro». Vale per la Nazionale e vale per il nostro calcio. —

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