L’Ufm sfortunata ai rigori e il “Brienza” se lo aggiudica lo Staranzano
Protagonisti i rigori alla finale del 19esimo Torneo Brienza, che quest’anno ha visto sfidarsi al Boito di Monfalcone ben sei squadre. Dopo i gironi eliminatori che avevano salutato Virtus Corno, San Canzian Begliano e Triestina Victory, la terza e ultima giornata ha lasciato spazio a Terenziana Staranzano, Cormonese e Ufm. È stata la compagine staranzanese ad aggiudicarsi il trofeo, grazie alla goleada fatta registrare contro la Cormonese (5-0 con reti di Madonna, Cefarin, Wosniak, Raugna e Kocic) e al 5-4 centrato ai calci di rigore con l’Ufm. Ufm che ha dovuto confrontarsi per ben due volte con i tiri dal dischetto, in quanto già nella gara d’esordio con la Cormonese, terminata 0-0 al termine dei 45’ regolamentari, aveva dovuto ricorrere alla dura legge degli 11 metri, riuscendo però in questo caso a spuntarla per 5-4.
La preparazione è già iniziata da qualche settimana per tutte le squadre e, con le gare di Coppa alle porte, questo torneo ha rappresentato un ottimo test di valutazione. Responso positivo per la seconda classificata Ufm, che ha reso onore al campo di casa con una prestazione di ottimo livello, dimostrando di godere di buona salute e di avere ancora grandi margini di miglioramento: «Sono soddisfatto di tutto il gruppo - ha commentato il mister Bertossi - perché ha dimostrato di essere in crescita. Rimane il rammarico di aver perso la finale ai rigori ma l’importante adesso è quello che ho visto sul campo. La difesa si è comportata egregiamente prendendo gol praticamente solo su palle inattive, davanti bisogna migliorare gli automatismi e imparare a spingere di più, ma sono aspetti sui quali si può lavorare solo giocando assieme». Al termine del torneo spazio alle premiazioni delle squadre partecipanti e degli atleti che più si sono messi in luce: il riconoscimento come miglior giocatore è stato assegnato a Marco Raugna della Terenziana Staranzano, capocannoniere Giuseppe Sangiovanni dell’Ufm e miglior portiere è stato nominato Tommaso Brusini della Cormonese. —
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