Macrì, oggi l’ultima esibizione: «Si chiude un capitolo esaltante»

Un'atleta che ha fatto la storia della ginnastica azzurra sta per appendere il body al chiodo. Oggi alle 19.30 all’Allianz Dome (ingresso libero) Federica Macrì saluterà il pubblico con l'ultima esibizione di una splendida carriera durante il saggio della sua società storica: l'Artistica '81.
Macrì, come si sente?
Sento che è finito un lungo ed esaltante capitolo della mia vita.
Il 22 agosto compirà 29 anni. Era il momento giusto per smettere?
Da 5 anni desideravo lasciare. Sono felice perché lo faccio stando bene e con alle spalle una squadra autonoma.
Facciamo un passo indietro. 1993. Cosa accade?
Io ho tre anni e mia madre mi porta a San Giacomo a fare ginnastica con l'Artistica '81.
Si può parlare di amore a prima vista?
Sì, ma anche di amore e odio. Questo sport ti dà il 100% e ti toglie altrettanto.
Quando la prima gara?
A 8 anni, a Sacile, dove misi il sedere giù dalla trave. Un ottimo inizio...
Cosa ha provato in tutti questi anni a volteggiare nel corpo libero?
Un misto tra la libertà e controllo. Un connubio tra arte ed esplosione.
La prima volta azzurra è stata non lontano da Trieste.
Il 2003 a Lubiana al Siška Gym International ho rappresentato la nazionale italiana.
Se le diciamo Volos, cosa le viene subito in mente?
Io che chiamo al telefono mamma per dirle che abbiamo vinto gli Europei Assoluti del 2006 e mia mamma che quasi non mi crede. Fu il primo oro a squadre nella storia azzurra.
Pechino 2008. Che Olimpiadi furono?
Essendomi rotta il tendine in febbraio, arrivai a quella competizione dopo due mesi di riabilitazione lontana da casa. Dimagrii 10 kg. Già essere alle Olimpiadi fu una vittoria.
Ci si poteva aspettare qualcosa di più?
Arrivammo decime. Io ero reduce dall'infortunio e quindi feci solo due attrezzi su quattro. Vanessa Ferrari non era al top della forma. Avremmo potuto ottenere qualcosa in più.
E delle soddisfazioni con il suo club cosa racconta?
Da 17 anni siamo in serie A. Io ho vissuto tutto il percorso, dalla C sino al massimo campionato. Sono orgogliosa di essere stata la capitana.
Com'è l'attuale vita da insegnante?
Più semplice fare la ginnasta. Eppure vedere crescere le atlete, sentire di avere la loro totale fiducia dà un senso di responsabilità e orgoglio unici.
Vede tra le sue allieve una nuova Federica Macrì?
In ognuna vedo qualche mia caratteristica: la tenacia di Tea, la testardaggine di Beatrice, il volteggio di Vittoria, il corpo libero di Giovanna, il cuore di Anna.
Chi l'ha portata a raggiungere le vette di questo sport?
Il presidente Fulvio Bronzi è stato fondamentale con Diego Pecar, Teresa Macrì e Carolina Pecar. Ma il più grande grazie va ai miei genitori: con me sono stati perfetti. —
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