Moratti deferito per le ingiurie contro l’arbitro

«Non credo nella buona fede dei direttori di gara». Il presidente rischia l’inibizione

MILANO. Massimo Moratti andrà a giudizio. Il presidente dell’Inter è stato deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale dal procuratore Stefano Palazzi, in conseguenza delle dichiarazioni rilasciate subito dopo Inter-Atalanta e il giorno successivo alla gara davanti agli uffici della Saras. «Un deferimento ovvio e conseguente», lo ha definito Moratti, che aveva sottolineato di non credere «nella buona fede degli arbitri», rincarando la dose ventiquattro ore dopo la gara ed evidenziando un «danneggiamento costante» da parte dei direttori di gara. Il presidente nerazzurro, il cui deferimento è stato esteso alla società per responsabilità oggettiva, rischia un provvedimento che va dalla semplice ammonizione, all’ammenda, fino all’inibizione temporanea. Palazzi ha deferito Moratti «per avere espresso, mediante le dichiarazioni pubblicate su organi di informazione, giudizi e rilievi lesivi della reputazione ed in particolare della buona fede e della imparzialità degli ufficiali di gara e, conseguentemente, della regolarità del campionato a causa dell’operato degli arbitri, così ledendo la reputazione degli Organismi operanti nell’ambito della Figc, nonchè il prestigio e la credibilità della medesima Istituzione Federale», si legge nel comunicato pubblicato dalla Federcalcio. Prima della decisione del procuratore federale, il direttore generale Marco Fassone aveva deciso di non pronunciarsi ulteriormente sulla gara contro l’Atalanta, dopo la quale sono scaturite le dichiarazioni incriminate di Moratti. «Stiamo pagando pegno di tanti errori fatti in passato, è un momento difficile. Si è creato un grosso gap con i club spagnoli, inglesi e tedeschi». Tuttavia, l’Inter difficilmente riuscirà a contribuire il prossimo anno ad un miglioramento del ranking, se non eventualmente dall’Europa League, dato che il terzo posto utile ad accedere alla Champions si è allontanato fino a otto punti di distacco. «È mancata la regolarità Avremmo potuto vincere con alcune squadre contro le quali non abbiamo vinto, anche se era nelle nostre possibilità - ha commentato Walter Samuel a Inter Channel - Adesso ci mangiamo le mani, il fatto di arrivare terzi sarebbe stato un grande traguardo».

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