Noemi, un Mondiale da record

Non soltanto la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Noemi Batki ha chiuso con un prestigiosissimo ottavo posto i Mondiali di Gwangju, migliore europea in classifica, miglior risultato azzurro di sempre eguagliato (il precedente era del 2005 con Valentina Marocchi a Montreal) e la qualificazione alle World Series (il circuito che rappresenta la Champions League dei tuffi), World Series già guadagnate anche nel sincro misto insieme a Maicol Verzotto.
Noemi Batki ha disputato una finale di straordinaria regolarità, di fatto confermando il punteggio della semifinale: 328,60 martedì, 328,90 ieri. Decisivo è risultato il passaggio del quarto tuffo: dopo il terzo giro infatti Noemi era settima a quota 198,70. Il quarto tuffo, però, il triplo e mezzo ritornato raggruppato, non è andato come in semifinale quando le aveva meritato un 75,20: in finale, con un ingresso in acqua un po’ abbondante, le è stato valutato 67,20. Davanti a lei, si sono confermate alle prime due posizioni le cinesi Chen Yuxi (prima con 439 punti) e Lu Wei (seconda a quota 377,80). Sul terzo gradino del podio invece si è piazzata la statunitense Delaney Schnell (364,20).
«Sono soddisfatta perché me la sono giocata - ha commentato Noemi al termine della gara -. Mi sono sentita pienamente nel contesto ed è una sensazione che non sentivo da molto, forse mai così perché addirittura per un attimo ho sognato anche di arrivare terza. Ho provato a tenere una gara regolare. Ovviamente si può sempre fare meglio, ma se l'errore significa prendere comunque 7/7.5 allora può essere considerato un errore da campionessa. È una stagione positiva, un anno importante, durante il quale mi sono anche laureata. La prossima stagione poi ci condurrà alle Olimpiadi, sarà da vivere tutto d'un fiato, da atleta. Dopo penserò al futuro e verificheremo che strada intraprendere».
Già martedì dopo la qualificazione olimpica, Noemi aveva spiegato le grandi rivoluzioni nella sua vita, l’aver scelto due anni fa di trasferirsi a Roma: «Mi manca casa, a Trieste, la famiglia, mamma che mi ha allenato per vent’anni, ma il passaggio a Roma è stato necessario - ha spiegato -. Ne eravamo consapevoli entrambe. Adesso la immagino che piange di gioia davanti alla tv. Ora io vivo all'Acquacetosa attraverso un progetto federale, mi allena Domenico Rinaldi che è riuscito a resettarmi. All'inizio non è stato facile. Ho ricominciato quasi da capo, consapevole che le figuracce avrebbero fatto parte del percorso di crescita. Ho preso tanti 4 propedeutici ma adesso questa qualificazione alle Olimpiadi la considero proprio mia». E davvero questi ultimi due giorni la mamma di Noemi, Ibolja Nagy, difficilmente li dimenticherà per le mille emozioni vissute: «Anch’io - confida - devo tanto ringraziare Domenico Rinaldi e tutto il suo staff, a iniziare da Nicola Marconi e Alice Palmieri, per il lavoro svolto: hanno creduto in Noemi, hanno saputo lavorare sui punti giusti, sono stati eccezionali».
Ma non è finita qua: dal 5 all’11 ci sono a Kiev gli Europei. E ieri a Gwangju Noemi è stato la prima delle europee...—
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