Non si trova l’accordo Scaduto il contratto, Malomo non giocherà

TRIESTE
La Triestina perde un altro giocatore in vista dei play-off: si tratta del difensore centrale Alessandro Malomo, ma questa volta non si tratta di infortunio, bensì di motivi contrattuali.
Come noto, ieri scadeva il termine per trovare un accordo per prorogare i contratti fino a fine agosto per i calciatori che erano in scadenza al 30 giugno (la normativa era stata pubblicata dalla Figc appena una settimana fa). In casa alabardata le questioni da risolvere riguardavano Maracchi, Formiconi, Scrugli, Matosevic, Salata e Malomo, oltre ai due tecnici Gautieri e Princivalli. Per tutti questi è arrivata regolarmente la firma per la proroga e quindi potranno prendere parte ai play-off, con la sola eccezione appunto di Malomo.
Sia chiaro che la proroga vale solo come prolungamento dell’attuale contratto, non come rinnovo per i prossimi anni, che caso mai andrà discusso in un secondo momento. Ma era ovvio che nella trattativa per la proroga avrebbe avuto un peso anche un’eventuale pretesa di rinnovo pluriennale, soprattutto se sulla bilancia ci sarebbe stato anche l’interesse di altre società. Ed è quanto avvenuto con Malomo, sul cui nome pare esserci già un forte interesse dalla serie B, in particolare da Cittadella e Cosenza. Pertanto accordo non trovato e contratto scaduto ieri.
Come si ricorderà, il difensore rientrava da un brutto infortunio avvenuto a gennaio a Gubbio, quando in uno scontro si ruppe il seno nasale. In seguito era stato operato e dalla ripresa dopo il lockdown si stava allenando con il gruppo.
Sempre entro ieri, c’era da risolvere anche la proroga dei prestiti secchi: tutto ok per Laverone (prestito dall’Ascoli) e Signorini (dal Catanzaro), che potranno essere utilizzati dalla Triestina nei play-off. Si è deciso invece di non prorogare il prestito di Ermacora, visto che comunque il ragazzo è infortunato e non avrebbe potuto giocare. Nel contempo, la Triestina ha dato l’ok per la proroga fino a fine agosto dei prestiti di Pizzul al Renate e di Costantino al Bari. —
A.R.
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