Il club chiama a raccolta i tifosi della Pallacanestro Trieste: oggi all’Ausonia anche i giocatori
Giovedì 28 maggio, alle 19, la società ha chiamato a raccolta la città all’Ausonia per salutare la squadra e ringraziare i tifosi

emmeno il tempo di asciugare il sudore e smaltire l’amarezza per la fine del sogno playoff, sfumato solo a gara cinque lunedì sera contro Brescia, che la Pallacanestro Trieste deve gettarsi a capofitto nella partita più complessa dell’anno: quella per la propria sopravvivenza nella massima serie.
Questa sera, giovedì 28 maggio, alle 19, la società ha chiamato a raccolta la città all’Ausonia per salutare la squadra e ringraziare i tifosi per una stagione lunga, dura e vissuta pericolosamente.
Tra i pochi sorrisi e i bicchieri alzati, l’aria che si respirerà attorno al club biancorosso sarà densa di punti di domanda. Un paradosso tutto triestino: si festeggia il presente, ma si trema per il domani.
I timori in vista della prossima stagione sono ormai un segreto di Pulcinella. Dal punto di vista formale, la società guidata da Matiasic ha mosso i primi passi obbligatori, depositando la fideiussione da 250 mila euro per l’iscrizione alla Serie A.
Un atto dovuto, ma che da solo non basta a garantire la serenità. Se Trieste vuole mantenere il basket d’élite, le istituzioni e il tessuto imprenditoriale locale devono entrare in campo in modo concreto. Eppure, in questo scenario di precarietà, c’è un punto fermo: l’amore viscerale della gente.
I tifosi biancorossi, pur costretti a navigare nelle acque agitate di una stagione logorante, non sono mai mancati facendo sentire sempre il loro sostegno.
Il culmine si è toccato lunedì sera: vedere oltre 300 triestini assiepati sulle tribune del PalaLeonessa di Brescia, a cantare e sventolare i vessilli alabardati fino all’ultimo secondo di un dentro o fuori drammatico, è stato un quadro commovente.
Un’onda di calore umano che ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, cosa significhi la pallacanestro per questa città.
Ora la palla passa ai piani alti e al tessuto economico locale. La gente di Trieste la sua parte l’ha già fatta, garantendo una presenza e una passione da Eurolega. La piazza ha risposto presente: adesso tocca a chi ha il potere di decidere se questo patrimonio debba essere salvato.
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