Pallacanestro Trieste, l’allarme dell’ex presidente Ghiacci: «Serve chiarezza subito»

«Il tempo stringe, va definito il riassetto della società»

Lorenzo Gatto
L'ex presidente della Pallacanestro Trieste Mauro Ghiacci
L'ex presidente della Pallacanestro Trieste Mauro Ghiacci

Il passo indietro del potenziale sponsor ha aperto una fase di profonda incertezza per la Pallacanestro Trieste. Nonostante le rassicurazioni di Paul Matiasic, che ha confermato la volontà di salvaguardare il club, la preoccupazione resta alta. A tracciare un quadro della situazione è Mario Ghiacci. Per l’ex presidente servono i tempi tecnici per pianificare il budget, completare il riassetto societario e allestire la squadra sul mercato. L’allarme di Ghiacci è chiaro: «Serve un’accelerazione immediata, il tempo stringe».

Pallacanestro Trieste, si ritira il maxi sponsor da 2 milioni di euro e rispunta l’ex presidente Mauro
La PallTrieste ha appena concluso la propria stagione agonistica cedendo nella quinta partita dei quarti di finale contro Brescia. Foto Ciamillo/Lasorte

Ghiacci, qual è la prima sensazione in questo momento così delicato e denso di nubi sul futuro del basket triestino?

«In questo preciso momento, lo dico con estrema franchezza, faccio davvero fatica a trovare le parole giuste per commentare lo scenario. È ormai un mese intero che assistiamo a un susseguirsi frenetico di voci, indiscrezioni e smentite, un lasso di tempo in cui ho sentito dire tutto e il contrario di tutto. Questa ridda di voci non fa bene a nessuno: crea solo una grandissima confusione, destabilizza l’ambiente e, cosa ancor più grave, non permette di avere una linea chiara e definita. C’è troppa nebbia, è difficile muoversi in queste condizioni».

Eppure soltanto pochi giorni fa, dalla proprietà americana guidata da Matiasic erano arrivati segnali distensivi e ottimistici subito dopo l’ultimo match di campionato...

«L’unica cosa certa, concreta e tangibile, perché sentita direttamente dalla voce di Paul Matiasic al termine della partita di sabato sera, è una doppia dichiarazione. Ha affermato testualmente che “è tutto a posto” e, subito dopo, ha aggiunto una frase importante come “tutto questo non può finire”. Queste sono state le sue parole pubbliche. Si tratta di affermazioni di peso, che intendono rassicurare la piazza e manifestare la volontà di non disperdere quanto di buono è stato costruito fino ad oggi, ma alle parole adesso devono seguire i passaggi formali».

La vera criticità, l’ostacolo principale che spaventa la piazza, è rappresentato dalle scadenze imminenti per le iscrizioni al prossimo campionato?

«Dal punto di vista burocratico non è tanto un problema di scadenze federali o di date sul calendario per i pagamenti. Per presentare le pratiche burocratiche necessarie c’è un margine di manovra che ci permette di arrivare anche alla prima settimana di luglio. La macchina burocratica della Lega e della Fip ha i suoi tempi strutturati, quindi non è l’adempimento della singola scadenza d’iscrizione a doverci mettere ansia».

E allora, se non sono le scadenze formali della Lega, qual è il vero e profondo nodo di tutta la questione?

«Il vero problema è che la macchina è complessa e c’è una mole di lavoro enorme da sbrigare. Bisogna definire con chiarezza l’acquisizione o il riassetto della società, creare da zero una squadra competitiva e un’area tecnica pronta a mettersi subito al lavoro, definire con precisione il budget complessivo per la stagione e, non ultimo, pensare ai rinnovi dei contratti dei giocatori e dello staff in scadenza. Se non sai quanti soldi hai, non ne puoi firmare nessuno».

Riproduzione riservata © Il Piccolo