Pallacanestro Trieste, così la vittoria in Coppa può dare la svolta alla stagione

Il successo in extremis in Champions League e le Final Eight possono svoltare la stagione finora in altalena

Lorenzo Gatto
L’esultanza di Markel Brown
L’esultanza di Markel Brown

C’è qualcosa di magico e di profondamente triestino nella vittoria ottenuta dalla Pallacanestro Trieste martedì sera contro lo Szolnoki sul parquet della Dvtk Arena di Miskolc. Tre decimi di secondo, il tempo di un respiro, quello che ha accompagnato la parabola disegnata da Jeff Brooks e che è bastata per cambiare il peso specifico di un’intera stagione.

Impresa in Ungheria, la magia allo scadere è di Brooks: continua il cammino europeo di Trieste

Quella palla che entra sulla sirena non ha regalato alla formazione di Israel Gonzalez solo l’approdo alla Round of 16 di Champions League, ma ha anche suggellato un momento chiave nel cammino dei biancorossi. Con la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia già in tasca, Trieste si ritrova in corsa per ogni traguardo possibile.

Vincere di un punto in Ungheria, in un match tirato e combattuto, è la conferma che questo gruppo possiede un’anima. Può e deve essere un punto di partenza nella stagione, l'immagine di una squadra capace di piegarsi ma non di spezzarsi sotto i colpi della stanchezza e delle rotazioni accorciate.

I nodi tecnici da sciogliere

Ma proprio perché questa squadra ha dimostrato di poter stare al tavolo delle grandi, non vanno ignorate le nubi che ancora si addensano sul gioco. La vittoria non deve diventare un paravento: le perplessità sulla fluidità della manovra e sulla gestione di alcuni passaggi a vuoto restano lì, questioni aperte. Finora il carattere e il talento dei singoli hanno messo una pezza, ma la sfida di coppa Italia contro Milano e la Round of 16 di Bcl saranno tutta un'altra cosa. Lì il tasso tecnico si impenna e il margine d'errore si azzera. Per poter recitare da protagonista, Trieste deve fare lo scatto definitivo: alzare l'asticella, pulire il gioco dalle sbavature e trasformare la voglia in un sistema solido. Siamo in ballo, e ballare adesso richiede un ritmo che non ammette più incertezze.

Strategia e mercato

A questo punto, la palla passa inevitabilmente nelle mani della società. Spetterà al presidente Matiasic e al general manager Arcieri valutare la situazione, sia da un punto di vista tecnico che dei giocatori. Se la convinzione è che i rientri di Ross e Sissoko – ormai imminenti – siano l’unico tassello mancante per il salto di qualità definitivo, allora la strada è tracciata. In caso contrario servirà un intervento per dare una precisa identità alla squadra o per rinforzare ulteriormente il roster.

Nel frattempo, va ricordato che nel prossimo fine settimana la Pallacanestro Trieste non giocando contro Trapani osserverà il turno di riposo previsto dal calendario, prossimo appuntamento in campionato fissato per la seconda giornata di ritorno. Sabato 24 gennaio, sul parquet del PalaRubini con palla a due dalle ore 20, la formazione di Israel Gonzalez affronterà Sassari.

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