Trieste verso il debutto con Milano, ma il roster è un cantiere: corsa contro il tempo
Qualche buona indicazione dallo scrimmage con gli austriaci del Kapfenberg non cancella i limiti della preparazione che Taccetti sta facendo a rangi ridotti. Il Gm ha come obiettivo di chiudere il mercato entro il prossimo 20 settembre

Sedici giorni all’alba. Sedici giorni che separano la Pallacanestro Trieste dall’esordio ufficiale nel prossimo campionato di Serie A sul parquet dei campioni d’Italia dell’Armani Milano. Un conto alla rovescia che si fa pressante per una squadra che, numeri e uomini alla mano, si presenta ai nastri di partenza ancora come un cantiere aperto.
L’ufficializzazione dell’ingaggio di Langston Galloway ha indubbiamente portato una sferzata di entusiasmo. Un colpo di spessore che ha alleggerito la pressione, alla quale adesso va data continuità.
Resta da completare il reparto lunghi, dove al momento il solo Francesco Candussi soffre di solitudine. Capitan Deangeli sta moltiplicando le energie per garantirgli supporto sotto le plance, ma si tratta chiaramente di una soluzione d'emergenza e di ripiego, pensata per tamponare l'assenza dei titolari.
Mercoledì 9 settembre, a margine del test amichevole contro il Kapfenberg, il general manager Michael Arcieri ha delineato la tabella di marcia: l'obiettivo è avere una Trieste finalmente al completo per il 20 settembre a Gorizia, in occasione dell'ultimo scrimmage della pre-season contro l'Olimpia Lubiana. Una deadline assai ravvicinata.
Per Galloway, infatti, l'iter burocratico è scattato: tra la concessione del visto, il ritiro del passaporto negli Stati Uniti, la sorvolata transoceanica e le visite mediche, i tempi tecnici rischiano di essere risicatissimi. Nove giorni per vederlo a disposizione rappresentano una scommessa al limite, senza contare la gestione che ne vorrà fare coach Francesco Taccetti, chiamato a valutare se lanciarlo subito nella mischia.
Ancora più complessa appare la situazione del reparto lunghi. Pensare di chiudere i contratti dei due interni mancanti, sbrigare le pratiche e integrarli negli schemi entro il test di Gorizia, rasenta l'impossibile. L'auspicio realistico è che i nuovi lunghi possano approdare in città almeno nella settimana che precede l'esordio milanese. Non sarebbe certo lo scenario ideale per un allenatore che necessita di oliare i meccanismi di squadra ma, al punto in cui siamo, sarebbe già un ottimo punto di partenza per evitare un debutto al buio.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








