Pallacanestro Trieste, nuove bizze di Matiasic

L’americano continua a manovrare nell’ombra: il destino biancorosso sempre più intrecciato a quello di Brescia. Vendita delle quote: ignorata l’offerta di Mauro (ex Alma)

Lorenzo Gatto

 

La nebbia sul futuro societario della Pallacanestro Trieste non si dirada e, a complicare le cose, la situazione europea di Brescia divisa in Champions League tra PalaEur e PalaLeonessa non aiuta certo a fare chiarezza.

Anche perché, dietro il risiko dei palasport, si nasconde la vera chiave di volta di questa folle estate biancorossa.

L’operazione con la Germani rappresenta nei piani di Paul Matiasic l’ultima vera scialuppa di salvataggio per sbarcare in Serie A1 a Roma, evitando così il trasferimento del titolo sportivo di Trieste. Il futuro europeo di Brescia oscilla infatti tra suggestione e documenti ufficiali. Se le prime indiscrezioni Fiba indicavano l’impianto di Roma come casa per la prossima Champions League, accendendo i riflettori sui contatti tra Ferrari e Matiasic per un clamoroso sbarco nella Capitale, l’esame dei documenti depositati rimette in gioco il palasport bresciano.

È un dualismo che non cancella la pista romana, ma la inserisce in un contesto più prudente. Nessuna conferma ufficiale, dunque, ma la netta sensazione che la partita si giochi su un doppio binario. Questo scenario riporta inevitabilmente l’attenzione sul proprietario della Pallacanestro Trieste, impegnato da mesi nel tentativo di dare vita a una seconda realtà cestistica nella Capitale. Se l’idea originaria ruotava attorno all’acquisizione e al successivo trasferimento a Roma di un titolo sportivo di massima serie, l’opzione Brescia cambierebbe radicalmente le carte in tavola. Sfruttando l’asse con la Germani, Matiasic potrebbe mettere un piede a Roma – in concomitanza con l’evento che la stella Nba Luka Doncic presenterà ufficialmente questo giovedì proprio nella città capitolina – lasciando però intatto il titolo di Trieste, che a quel punto rimarrebbe libera di essere ceduta.

A questo punto però è davvero arrivato il momento di fare chiarezza. Se il patron bresciano Mauro Ferrari intende mantenere la squadra a Brescia e se contemporaneamente l’avvocato americano continua a manifestare l’intenzione di vendere Trieste, come pensa Matiasic di sbarcare a Roma per giocare la massima serie nazionale? Il tempo delle strategie sta per esaurirsi: prima o poi il numero uno del club giuliano dovrà uscire allo scoperto e dichiarare le proprie intenzioni, e dovrà farlo nel giro di pochissimi giorni.

Nel frattempo, sul fronte societario di Trieste, l’ufficio comunicazione romano di Matiasic continua a confermare che le trattative per la cessione delle quote del club stanno proseguendo. Neanche presa in considerazione la proposta di Gianluca Mauro, la pista più calda resta sempre quella che porta a soggetti americani. In questo contesto, il nome noto è quello di Richard De Meo: l’ex presidente della PallTrieste potrebbe ricoprire un ruolo chiave nella trattativa, e resta soltanto da capire se l’operazione lo vedrà coinvolto in prima persona o se agirà per conto di altri investitori d’oltreoceano.

Questi nodi si intrecciano con scadenze temporali rigidissime. Se Matiasic vende, se Trieste si iscrive regolarmente all’A1 e se la società passerà effettivamente di mano, la domanda più urgente diventa una sola, ovvero chi gestirà il delicatissimo periodo di interregno. La scadenza federale del 26 giugno è dietro l’angolo e non ammette deroghe, dato che per completare l’iscrizione è necessaria la presentazione di 900 mila euro di sponsorizzazioni.

In una situazione di stallo e di passaggio di quote, resta da capire chi prenderà le decisioni cruciali per l’iscrizione al campionato, chi porterà avanti le trattative di mercato per costruire la squadra e, soprattutto, chi stabilirà il budget assumendosi le responsabilità legali ed economiche in questa delicata fase di transizione.

Sono domande cruciali per il futuro del basket triestino a cui bisognerà dare una risposta definitiva già nei prossimi giorni.

 

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