Pallacanestro Trieste, prove di futuro: «Proprietà, accordo in fase di definizione Presto due marchi»
Ghiacci fa il punto sulle prospettive biancorosse. Conferme sulla pista straniera. «Lavoriamo in silenzio, non siamo fermi»

TRIESTE. Un paio di marchi sulle maglie nel giro di pochi giorni. Una trattativa per la nuova proprietà - straniera - in fase avanzatissima. La speranza che l’inizio del campionato possa significare anche l’inizio di una nuova fase nella storia della Pallacanestro Trieste.
Mario Ghiacci aveva avvisato, qualche settimana fa: «Stiamo lavorando, tutti per lo stesso obiettivo: costruire un futuro solido per Trieste». Nel frattempo voci, molte. Suggestioni, anche. Da parte biancorossa di ufficiale, finora, niente.
«Ci sono situazioni che non possono venire sbandierate ai quattro venti. Lavorare in silenzio non significa restare fermi. Sono stati, e lo sono ancora, mesi di contatti, incontri, verifiche».
Capitolo sponsor.
«Mi auguro di poter ufficializzare a breve, forse già entro la settimana, un paio di accordi».
Ma non si tratta del main sponsor, giusto?
«Saranno apporti decisamente importanti, e infatti troveranno posto sulla nostra divisa. Non inizieremo il campionato con la maglia pulita. Per il main sponsor bisognerà aspettare di più».
Restiamo sui tempi. Per la nuova proprietà invece quanto bisognerà aspettare?
«In questi casi io ricorro all’esempio dell’acquisto di una casa. C’è sempre un momento in cui sembra tutto fatto e facile ma ci sono ancora mille passaggi da rispettare. È molto più complesso di quanto si creda se si vogliono fare le cose in regola. Passaggi che non determiniamo noi».
Accordo in dirittura?
«Non mi gioco una tempistica, confido con un certo ottimismo in tempi piuttosto brevi».
Diciamo accordo in definizione, allora?
«Mi sembra il termine più corretto».
Dei potenziali candidati ne è rimasto uno solo.
«C’è una proposta più avanti rispetto alle altre».
Una pista straniera.
«Corretto. E mi fermo qui. Parliamo di una trattativa reale, solida».
Ha accennato anche ad altre manifestazioni d’interesse. Inconciliabili tra loro?
«Il mio sogno sarebbe di coinvolgere più soggetti possibili per far fare un definitivo salto di qualità alla Pallacanestro Trieste, per non continuare a barcamenarci tra ottavo posto e lotta per la salvezza. Entrare in una nuova fase entusiasmante».
Per quest’anno, intanto, si pensa alla salvezza.
«Sarà un campionato difficile, si sono rinforzati in tanti, comprese squadre di seconda fascia».
Ha sorpreso l’ingaggio del lungo Skylar Spencer un paio di settimane dopo la firma di Fayne.
«Abbiamo colto un’opportunità. Seguivamo Spencer da tempo, avevamo fatto un’offerta che non era stata accettata. Nel frattempo ha cambiato agente, sono cambiate alcune condizioni e abbiamo potuto chiudere l’affare. Quanto a Fayne, c’è un accordo per liberarlo, già da oggi».
Spencer quando arriverà?
«Speriamo entro il fine settimana anche se dobbiamo confrontarci con la burocrazia. Sarebbe importante perchè Lever lamenta dolori a un ginocchio e verrà sottoposto ad accertamenti».
Quanto incide Spencer come extrabudget?
«Di poco, alla fine. Un intervento condiviso».
A proposito di costi. I rincari in vista quanto incideranno sui costi di gestione dell’Allianz Dome?
«Un problema ma non siamo in grado di fare previsioni, avremo presto un incontro con il Comune, disponibile a discuterne. Finora l’impianto è sempre stato gestito con equilibrio».
Restiamo sui numeri. Che bilancio trae la società dalla campagna abbonamenti?
«Mi rendo conto che negli ultimi tempi abbiamo lasciato andare l’aspetto comunicativo ma non è che siamo stati con le mani in mano. Abbiamo costruito uno staff e una squadra nuovi, con giocatori importanti. La riconferma di Davis, gli arrivi di Bartley, Gaines o Pacher che può ripetere l’esperienza di Grazulis. Mi dispiace avvertire poco rispetto e poco entusiasmo da parte di qualcuno per il lavoro fatto. In ogni caso arriveremo ai duemila abbonati. Un dato in linea con altre piazze, a parte Milano e Virtus Bologna».
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