Pallacanestro Trieste, Bossi: «C’è un gruppo vero e la squadra non molla mai»

Stefano Bossi si è allenato nel precampionato con Verona, prossima avversaria dei biancorossi domenica al PalaRubini: «La Tezenis può azzannare un posto nei playoff scudetto»

Lorenzo Gatto
Il play Stefano Bossi
Il play Stefano Bossi

Domenica alle 18.30 il PalaRubini sarà teatro della sfida tra Pallacanestro Trieste e Tezenis Verona. Una gara ricca di spunti, da vivere attraverso la lettura di Stefano Bossi.

Il playmaker triestino, reduce dal campionato disputato nella passata stagione a Forlì, nel precampionato si è allenato con la formazione scaligera, scendendo in campo nelle amichevoli contro Treviso e Milano.

Bossi, partiamo da Lei. Cosa sta facendo in questo momento e quali sono i suoi programmi per la stagione?

«In questa fase della mia vita le priorità si sono evolute: sto muovendo i primi passi nel mondo aziendale con una prestigiosa realtà americana leader nell’asset management. Basket e futuro viaggiano in parallelo. Chiusa la pagina a Forlì e terminata la parentesi estiva con Verona, ora mi sto allenando a Monfalcone. Realtà eccellente, spinta dall’entusiasmo di Rolando Cerigioni e in cui ho ritrovato il mio grande amico Giulio Casagrande. Qualche offerta tra A e A2 è già arrivata, ma per ora aspetto».

Da triestino ed ex biancorosso: che impressione le sta facendo la Pallacanestro Trieste?

«L’ho vista all’opera contro Milano e Varese e ho apprezzato una squadra con un’identità precisa, capace di restare mentalmente in partita dal primo all’ultimo secondo. In avvio di stagione, di fronte alle difficoltà, avrebbe potuto prendere delle imbarcate e invece non ha mai perso la bussola. È il marchio di fabbrica di un gruppo vero, affiatato e guidato bene dalla panchina».

Con Verona ha condiviso parte del precampionato: che squadra è quella allenata da coach Ramagli?

«Un’ottima squadra, e l’avvio convincente con i successi su Milano, Scafati e Reggio Emilia lo conferma. Ha un gruppo italiano di primissimo ordine: Zampini e Loro sono i migliori interpreti nei rispettivi ruoli. Poi c’è Mike Tobey, un ottimo giocatore e una persona d’oro, senza dimenticare che devono ancora inserire Brockington. In panchina c’è Ramagli: un maestro, che sposta gli equilibri di una stagione».

Che partita si aspetta domenica al PalaRubini?

«Mi aspetto spettacolo, un match aperto e con tanto talento in campo. Dove si deciderà? Soprattutto sotto i tabelloni. Entrambe le squadre amano aggredire il ferro e sono presenti a rimbalzo d’attacco: chi riuscirà a blindare il pitturato e a dettare i ritmi di gioco avrà in mano le chiavi della partita».

Per chiudere, quali traguardi possono mettere nel mirino Trieste e Verona?

«Hanno le carte in regola per essere mine vaganti del torneo. Trieste per come aveva approcciato il precampionato, Verona per l’entusiasmo da neopromossa. Se la stagione prende la piega giusta, Verona può azzannare un posto nei playoff, Trieste ha tutto per ritagliarsi un suo spazio tra ottavo e decimo posto».

 

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