Crescono i timori per il futuro della Pallacanestro Trieste

Trieste Basket Srl, socio di minoranza della Pallacanestro Ts: «Presidente Matiasic, collaboriamo per mantenere l’identità»

Lorenzo Gatto
La coreografia della Curva Nord durante il derby con Treviso Foto Bruni
La coreografia della Curva Nord durante il derby con Treviso Foto Bruni

Il silenzio, a volte, fa più rumore di una curva che canta la sua indignazione. Quello che arriva dalla Fip, dopo l’appello del ministro Abodi sulla tutela delle radici sportive, è un segnale che Trieste non può e non vuole accettare. Mentre nei palazzi romani si confermano le voci sul trasferimento di titoli sportivi per la prossima stagione, la città si mobilita per difendere un diritto che non ha prezzo: quello di esistere.

L’appello disatteso

Questa ferita profonda ha iniziato a sanguinare con forza lo scorso 26 marzo, quando il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, in visita proprio a Trieste, ha acceso una speranza.

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Uno dei manifesti dei tifosi apparsi nelle vie di Trieste

Le sue non sono state semplici parole di cortesia: è entrato nel merito della questione dei titoli, ricordando al presidente federale Gianni Petrucci che il legame con il territorio non è un dettaglio, ma l’anima stessa dello sport. Eppure, a quell’invito alla sensibilità, è seguito solo un silenzio assordante da parte dei vertici della pallacanestro italiana.

Domenica scorsa, durante la partita contro la Germani Brescia, il malcontento che in città covava sotto la cenere è esploso. Non solo il coro di protesta di una curva, ma il grido di un intero palazzo che vede cinquant’anni di storia messi improvvisamente a rischio.

Una protesta che ha trovato un alleato ufficiale in Trieste Basket Srl, socio di minoranza del club, che ha scelto di non restare a guardare.

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Paul Matiasic

Un gesto simbolico

Con una presa di posizione decisa, i soci di minoranza hanno annunciato di voler pagare l’ammenda di 1200 euro inflitta alla società per le contestazioni dei tifosi.

È un atto significativo per riconoscere che quella rabbia è legittima e che certi regolamenti, oggi, cozzano violentemente con l’etica e i valori dello sport. Ma la battaglia di Trieste non è fatta solo di cori, è una chiamata alle armi per il domani. Trieste Basket ha infatti teso la mano al presidente Paul Matiasic.

«Trieste Basket si appella alle istituzioni regionali e cittadine, al mondo imprenditoriale rimasto in questi anni vicino alla società, e chiede che le parole del Ministro Abodi vengano ascoltate – si legge nella nota emessa –. Al tempo stesso, in qualità di socio, ribadisce al presidente Matiasic, che ha dichiarato di non volere la cancellazione di questa città dal panorama del basket italiano, la piena disponibilità a collaborare perché ciò non accada».

Serve che gli imprenditori locali, rappresentati dal Consorzio, diventino il vero motore di un progetto solido. Perché nessuno meglio di chi vive e lavora in questo territorio può trasformare il senso di appartenenza in una garanzia per il futuro.

La voce dei tifosi

Nel frattempo, dopo aver tappezzato la città con i manifesti “Tutto questo non può finire”, la Curva Nord ha convocato una conferenza stampa per ribadire con forza il punto di vista della tifoseria organizzata.

L’appuntamento è fissato all’Hotel Milano di via Ghega, alle 16.30. Chiave di lettura per capire le prossime mosse di chi, da sempre, rappresenta l’anima della passione biancorossa. —

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