Pallacanestro Trieste a caccia del quinto posto contro Tortona

Il playmaker Baldasso (Derthona) avvisa i giocatori di Trieste: «Avversari di talento, ma Tortona vuole sbancare il PalaRubini»

Lorenzo Gatto
Tommaso Baldasso (Derthona Tortona) in azione
Tommaso Baldasso (Derthona Tortona) in azione

Bissare il successo dell’andata per lanciare l’assalto al quinto posto. È l’obiettivo della Pallacanestro Trieste in campo domenica alla Nova Arena di Tortona contro la Bertram. Sulla sua strada, la formazione di Israel Gonzalez troverà un’avversaria reduce dai passi falsi casalinghi contro Milano e Udine e determinata a ritrovare il feeling con la vittoria davanti al suo pubblico.

A fare il punto sullo stato di salute della Bertram e su quelle che saranno le chiavi tattiche del match è Tommaso Baldasso: il playmaker piemontese, uno dei leader tecnici della compagine di Fioretti.

Baldasso, siete a caccia della prima vittoria interna del 2026, dopo i passi falsi contro Milano e Udine. Come sta la squadra in questo momento?

«Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi. Dovremo essere bravi a ritrovare la giusta tranquillità e quella serenità necessaria per esprimere il nostro gioco. L’obiettivo è essere più concreti per raccogliere finalmente i frutti del nostro sacrificio: ce lo meritiamo per il lavoro che stiamo svolgendo ogni giorno».

Quella contro Trieste è una sfida cruciale per la classifica. Che tipo di partita si aspetta e quanto inciderà il fattore campo?

«Trieste è una squadra forte e ben attrezzata, che ci mette sempre in difficoltà. Non dimentichiamo che all’andata sono stati loro a portarsi a casa i due punti. Mi aspetto un match complicato perché hanno un roster importante, con grande talento e capacità realizzativa. Sarà fondamentale contenere la loro fisicità e i loro ritmi alti: dovremo essere bravi a limitare la loro energia e il loro potenziale offensivo».

Quali sono i terminali più pericolosi di Trieste e su quali aspetti difensivi dovrete concentrarvi maggiormente per arginare il loro ritmo?

«I pericoli sono molti e arrivano da più fronti: Ross, Ramsey e Uthoff sono giocatori di alto livello, senza dimenticare l’esperienza di Ruzzier. Ognuno di loro può metterci in crisi in modo diverso. Markel Brown, inoltre, è un giocatore estremamente concreto. Trieste è una squadra con molto talento, che ama giocare ad alti ritmi. La nostra priorità sarà limitare le loro transizioni, cercando di farli correre il meno possibile, per poi essere bravi a colpirli nei loro punti deboli».

Lei come si sente fisicamente e mentalmente in questa fase della stagione? E quanto sente sua la responsabilità di guidare la squadra in un match che potrebbe permettervi di blindare il quinto posto in vista dei playoff?

«Rispetto all’inizio dell’anno il mio ruolo è cambiato, così come sono cambiati gli equilibri della squadra, ma la responsabilità di portare un “mattoncino” utile alla causa appartiene a tutti. Fisicamente e mentalmente mi sento pronto: la stagione è lunga e questo finale sarà agguerrito. Sappiamo quanto conti questo quinto posto e faremo di tutto per blindarlo, ma il risultato passerà dal contributo corale del gruppo». —

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