Pallamano Trieste nella bufera dopo il ko con Fasano: «Chiediamo scusa, figura inaccettabile»

Il duro sfogo del ds Oveglia dopo la sconfitta a Chiarbola: due sole vittorie in sette gare ed ombre sulla panchina di coach Boris Lisica

Lorenzo Gatto

Tempo di riflessioni in casa Pallamano Trieste, dopo la pesante sconfitta casalinga rimediata sabato a Chiarbola contro Fasano.

Un passo falso inatteso, arrivato dopo un periodo in cui la formazione guidata da Boris Lisica era apparsa in crescita. Le buone prestazioni contro Bolzano e Cassano Magnago, unite al largo successo esterno di Enna, avevano riacceso l’entusiasmo sia all’interno della squadra che tra i tifosi.

Contro Fasano, invece, è arrivata una sveglia improvvisa che riapre la porta ai dubbi e lascia una ferita profonda in tutto l’ambiente. Un bilancio, quello dopo sette giornate, che fa suonare più di un campanello d’allarme: Trieste, con due vittorie e cinque sconfitte, si ritrova penultima in classifica, appaiata a Molteno e davanti alla sola Enna. Una situazione del tutto inattesa alla vigilia. Si sapeva che rispetto alla scorsa stagione la salita sarebbe stata più ripida (complice un monte ingaggi ridotto di un buon 40%), ma un avvio così complicato francamente non era nei piani.

«Non uno, ma cinque passi indietro – secco e senza appelli il commento del ds Giorgio Oveglia sul momento della squadra –. Contro Fasano non siamo mai stati in partita e siamo stati dominati. Chiedo scusa ai tifosi, agli sponsor e a tutti coloro che quotidianamente ci sostengono, ma dopo questa prestazione non possiamo trovare alibi. Dico pubblicamente quanto ho già detto nello spogliatoio – tuona Oveglia – Trieste non è abituata a fare queste figure, certe prestazioni non fanno parte della storia e non sono nel Dna della società. Siamo entrati in campo e sullo 0-2 avevamo già perso la partita. Abbiamo giocato in casa nostra e davanti ai nostri tifosi in maniera inaccettabile».

Parole dure, che aprono inevitabilmente a scenari di riflessione societaria. Lo scollamento nel gruppo appare evidente e la squadra fatica, frenata da un gioco che non decolla e da troppi elementi che continuano a performare al di sotto delle proprie reali possibilità.

Resta da decifrare quale sia, allo stato attuale, l’effettivo feeling tra il tecnico Boris Lisica e lo spogliatoio. Di certo, stando a quanto filtra nell’ambiente, il rapporto con l’allenatore non appare idilliaco per diversi elementi della rosa, senza distinzioni tra italiani e stranieri, una freddezza che finisce inevitabilmente per riflettersi sul rendimento in campo.

Fino a che punto le difficoltà siano imputabili direttamente a Lisica è difficile da stabilire.

Purtroppo, come spesso accade in queste dinamiche, di fronte alla necessità di dare una scossa alla squadra e nell’impossibilità di rifondare un intero organico, a finire inevitabilmente sul banco degli imputati è la guida tecnica. Nell’ambiente biancorosso la voce di un possibile ribaltone in panchina circola con insistenza. Dalla società non arrivano conferme ufficiali, ma il clima teso registrato a bordo campo sabato scorso lascia presagire che i prossimi giorni saranno di fuoco.

La priorità, adesso, resta una sola: trovare la chiave per uscire da questa profonda crisi di identità e di risultati.

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