Trieste infinita: batte Pressano ai rigori e vola nella finale di Coppa Italia 2026
Battaglia epica conclusa sul 29-31. Domenica alle 18 la sfida decisiva contro l'Albatro Siracusa in diretta su Sky Sport per riportare il trofeo in città dopo vent'anni

Il cuore non mente, specialmente se batte all'unisono con il dna della società più titolata d’Italia. In una semifinale sofferta e combattuta, conclusasi 29-31 ai rigori dopo una battaglia di nervi, tecnica e pura passione, la Pallamano Trieste stacca il pass per la finalissima contro la Teamnetwork Albatro Siracusa, superando un indomito Pressano.
Domenica, 1 marzo, alle 18, con diretta su Sky Sport, Trieste e Albatro torneranno in campo per giocarsi la Coppa Italia 2026. Onore alla formazione trentina, che esce dal campo a testa altissima ma nei momenti che contano, Trieste ha ritrovato la lucidità dei giorni migliori. Ora, a più di vent’anni dall’ultimo trionfo, la bacheca più ricca d'Italia è pronta a riaprirsi: manca l'ultimo passo per riportare un trofeo a Trieste. Esparon e Lindström partono col piede sull’acceleratore, portando Trieste sull'1-3.
Pressano risponde con Martini e Fadanelli, ristabilendo l'equilibrio. Mentre i trentini spingono forte sulla velocità, Trieste preferisce ragionare, ma deve fare i conti con le sanzioni arbitrali e la doppia inferiorità numerica. Il primo tempo diventa il palcoscenico dei portieri: Loizos e Garcia si esaltano tra i pali, trasformando la linea dei sette metri in un tabù per gli attaccanti. Garcia, in particolare, è in stato di grazia e disinnesca due rigori consecutivi, permettendo ai suoi di scappare sul 9-12 al 20’.
Nonostante il tentativo di fuga triestino, Pressano riesce a restare in scia, chiudendo la prima frazione sotto di sole due lunghezze sul 12-14. Nella ripresa Pressano rientra in campo con un altro piglio e piazza il sorpasso. Trieste fatica a trovare varchi e i padroni di casa ne approfittano per tentare l’allungo decisivo: a 14 minuti dalla fine, la volante di Fadanelli sigla il 23-19.
Ma Trieste ha sette vite. Trascinata da Hubert e dalla solidità di Bendjilali, la squadra di coach Lisica inizia una lenta e rimonta, annullando il gap e tornando avanti con Lindstrom. Dopo il 25-25, Esparon segna il gol del possibile colpaccio, ma D’Antino non trema dai sette metri, firma il 26-26 e riporta tutto in parità.
Con soli 7 secondi sul cronometro, Trieste ha l’ultima palla per vincere, ma l'errore di Lo Luca spegne le speranze di chiuderla nei tempi regolamentari. Dai sette metri Pernic subito a segno, Martini invece si fa parare il tiro. Tutto nelle mani dei biancorossi che mostrano la necessaria freddezza. Segnano nell'ordine Vanoli, Esparon e Bono. L'ultimo tiro è di Hubert che ha la palla per mandare Trieste in finale. Il francese non sbaglia e sigla il 29-31 finale.
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