Pattinaggio, Stibilj: «Il mio oro mondiale è di tutti»

TRIESTE. «Riconfermarsi è tanto bello come vincere la prima volta». Parola di Silvia Stibilj, la 23enne pattinatrice su rotelle triestina che dopo i fasti del 2015 a Calì, in Colombia, è salita nuovamente sul tetto più alto della Solo Dance grazie alle splendide gare di Novara.
Da angelo biondo a dark queen è un bel cambiamento.
Dai, non esageriamo. Sono contenta di questo mio primo titolo da mora. D'altronde è proprio la riprova che il colore dei capelli, e quindi l'aspetto estetico, non cambia la qualità del pattinaggio.
Anna Karenina. Quanto le è entrato dentro questo personaggio?
Quest'anno ho studiato molto il personaggio che avrei dovuto interpretare in pista. La vita di Karenina tra amore, gioia, dolore e poi la violenta morte doveva essere ricreata nel migliore dei modi. È un personaggio molto complesso, però penso di averla rappresentata al meglio.
Nelle votazioni della danza libera nemmeno un 10. Giudici severi?
Quando so che ho dato tutta me stessa e che ho lasciato un segno indelebile nei ricordi delle persone i singoli voti non li guardo nemmeno. Tanto più avendo vinto il titolo.
Ha fatto un regalo speciale al presidente del Pat, vero?
Nel giorno del mio oro mondiale, il presidente della mia società, Giovanni D'Agostino, ha compiuto gli anni. Sì, credo che miglior regalo non potessi fare né a lui né a tutto il Pattinaggio Artistico Triestino, la mia seconda casa da quando ho tre anni.
Ha legato con Laneve, l'altra azzurra?
Sì, molto. Dalila è una ragazza con un carattere meraviglioso. È umile e sa riconoscere le potenzialità delle persone. Abbiamo instaurato un bellissimo rapporto. È bello cosa quando accade, soprattutto nel mondo del pattinaggio. Mi spiace solo non sia arrivata sul podio.
Il pubblico l'ha trascinata verso il successo?
Gareggiare a Novara è stato molto emozionante per me. Bello vedere il palazzetto con tante persone fare il tifo per noi atlete italiane.
A chi dedica questo titolo mondiale?
Vorrei fare una dedica collettiva: a tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni. Per fortuna sono tante. Un grazie di cuore a tutti: famigliari, allenatori, Pat, amici, tifosi. Senza di loro non sarei arrivata quassù.
Quali sacrifici bisogna fare per raggiungere la vetta del mondo?
Tanti, davvero tanti. Penso solamente al numero degli allenamenti svolti e a tutti gli spostamenti in treno da una città all'altra.
Quanti giorni all'anno si allena?
Non so, 360? Scherzi a parte, mi alleno davvero tanto. Ma poi, quando i sacrifici vengono ripagati, non ci pensi neanche.
Dietro ai suoi successi c'è sempre quel genio di Sandro Guerra?
Già, Sandro ha coreografato il mio programma di Anna Karenina. Lui è una delle persone più importanti in assoluto, perché ha creduto in me sin da quando ero bambina.
Quanto contano i suoi allenatori?
Tantissimo. La mia allenatrice Valentina Mocali mi dà sempre la giusta carica. Poi ci sono gli allenatori bolognesi Andrea Gandolfi, Sara Saletti, Alessandra Lanzoni e Lorenza Residori che curano le prove di Coppia Danza.
Il suo mondiale non è ancora finito. Cosa si aspetta dalla gara di Coppia?
Andrea Bassi ed io vogliamo dare il massimo. E divertirci, come cerchiamo di fare sempre quando gareggiamo assieme.
Vi accontentereste dell'argento?
Ovvio che si punti sempre al gradino più alto. Sappiamo che di fronte abbiamo validi avversari. Noi cercheremo di pattinare come sappiamo. Poi vincano i migliori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo









