Pavanel: «Per i play-off voglio l’Unione perfetta»

«Affronteremo avversari al top, dobbiamo arrivare al massimo. Amichevoli con avversari sempre più tosti per il ritmo partita»

TRIESTE Gli alabardati hanno appena ripreso confidenza con i novanta minuti seppur in amichevole. Dopo la parentesi di Fano si sono ricaricati con tre giorni di riposo. Alle loro spalle 38 giornate di un campionato con un rendimento ottimo soprattutto nella seconda parte del torneo e la consapevolezza di poter affrontare qualunque avversario. Davanti ci sono sedici giorni per preparare le sfide decisive contro avversari ignoti. Le possibilità di promozione si giocano sulle capacità del gruppo di trovare un equilibrio tra la consapevolezza dei propri mezzi e l’umiltà necessaria per affrontare delle gare in cui ci si gioca l’intera stagione. Ed è in primo luogo Massimo Pavanel a dover trovare questo equilibrio.

«La Triestina dell’ultimo periodo del campionato, dopo il derby con il Pordenone, ha la potenzialità di giocarsela con qualsiasi avversario. Ma serve una Triestina perfetta sul piano atletico e soprattutto nella concentrazione. Insomma per affrontare squadre che saranno al top anche noi dovremo essere al massimo». Due sono gli aspetti sui quali lavorare in vista del rush finale: la fase di preparazione e quella poi dell’approccio alla gara.

«Contro il Cjarlins abbiamo messo del minutaggio nelle gambe di quei giocatori che non hanno giocato a Fano. Non mi aspettavo molto da questa amichevole. Serviva solo a riprendere confidenza con la fase agonistica. Da martedì si comincia a lavorare più nel dettaglio. Sul piano atletico la condizione è buona e comunque è impossibile o troppo rischioso fare un richiamo in così poco tempo». Già, il tempo senza match ufficiali è un’anomalia da gestire con molto acume. La partenza posticipata da seconda nella regular season conquistata con pieno merito ha pro e contro. «Beh noi non siamo una squadra giovanissima anche se abbiamo una panchina lunga e quindi il recupero tra un match e l’altro è più lento. Anche durante il campionato talvolta siamo andati in difficoltà con le gare infrasettimanali. Il fatto di poter preparaci senza assili quindi è a nostro favore. Però rischiamo di perdere il ritmo partita ed è per questo che servono le amichevoli con un crescendo nel livello degli avversari. Al momento mi aspetto molto dalla prova con la Juve B del 23 e cerchiamo anche un’altra squadra di spessore. Purtroppo il Padova ci ha detto di no ma io vorrei ancora un test di livello». L’altra novità è giocare la sfida sulle due partite. Meglio un approccio di gestione o affrontare ogni match come fosse una finale? «Dobbiamo essere pronti a fare il nostro gioco in modo propositivo. La gestione, come abbiamo visto, non si addice alle nostre caratteristiche. Poi comunque ci sono le altre componenti a determinare i play-off: la forza dell’avversario, gli episodi, gli infortuni, le condizioni ambientali. Tutte situazioni di affrontare sul momento». A proposito di condizioni ambientali la Triestina ha dalla sua il Rocco anche se non sempre questo è stato un fattore decisivo, anzi. «A questo punto della stagione non ho dubbi sul fatto che la città sarà con noi. Anche quelli che hanno giudicato il nostro lavoro di otto mesi con un po’ di scetticismo. Noi dovremo sfruttare questa energia senza subire la pressione. Credo che prepareremo anche i match casalinghi in ritiro proprio per stemperare la pressione ambientale». —




 

Riproduzione riservata © Il Piccolo