Pertile batte anche il vento ed è tricolore di Maratona

L’atleta padovano mette in fila tutti gli avversari sul traguardo di Cividale La piemontese Elisa Stefani campionessa in lacrime nella classifica femminile
Di Guido Barella
Cividale 1 Aprile 2013. Unesco Cities Marathon. il vincitore Ruggero Pertile. Telefoto copyright Petrussi Foto Press
Cividale 1 Aprile 2013. Unesco Cities Marathon. il vincitore Ruggero Pertile. Telefoto copyright Petrussi Foto Press

INVIATO A CIVIDALE. Vederlo correre era, ieri mattina, uno spettacolo. Leggero e regolare, veloce e sicuro, incurante del fastidioso, incessante vento contrario. Tutto solo da San Giovanni al Natisone fino all’arrivo di Cividale. Poi, negli ultimi metri, Ruggero Pertile si è lasciato avvolgere da una bandiera tricolore volando a conquistare il titolo nazionale nella 99.ma edizione del campionato italiano di Maratona.

Ruggero Pertile ha dunque vinto la prima edizione della Unesco Cities Marathon, da Aquileia a Cividale passando per Palmanova, prova valida per il campionato italiano assoluto e master, in 2h16’20”, un crono fortemente condizionato dal vento che ha soffiato in faccia ai runners sin da Palmanova. Secondo il keniano Benjamin Kiprop Serem arrivato a 3’07”, terzo (argento tricolore) il trentino Massimo Leonardi a 11’18”, quarto (bronzo tricolore) il toscano Massimo Mei a 11’28”. Si è invece ritirato a tre quarti di gara un altro tra gli italiani più attesi, Denis Curzi. «E’ vero, il vento ci ha condizionati non poco. Anzi, è stato proprio l’avversario più difficile da affrontare» ha commentato all’arrivo Pertile, padovano di Camposampiero, in questo momento - e al di là del risultato di ieri - il maratona italiano più forte. L’azzurro a Londra 2012 aveva anche accarezzato l’idea di ritoccare il proprio personale, un 2h09’53” fatto registrare nel 2009 a Torino: «Sono passato alla mezza maratona in 1h6’ - ha spiegato -, stavo bene e potevo ancora migliorare. Non avevo però fatto i conti con il vento che alla lunga mi ha decisamente penalizzato».

Se il successo del trentanovenne tesserato per l’Assindustria Padova non è stata certo una sorpresa, la novità è venuta dalla classifica femminile che ha premiato Elisa Stefani, ventiseienne atleta di Valenza Po (Alessandria) tesserata per la Lodigiana che ha corso in 2h40’53”. Certo, la Stefani era alla terza vittoria in una maratona in pochi mesi (aveva già battuto tutte le avversarie a Lucca e a Reggio Emilia, e sul traguardo di Trieste della Maratona d’Europa, un anno fa, era stata splendida seconda) ma all’arrivo è scoppiata in un pianto dirotto, fatto di emozione e di commozione: «Ci speravo ma non posso dire che me lo aspettavo. In questa gara ho battuto anche le africane, è vero: le ho tallonate e poi al momento giusto le ho lasciate lì. Il mio segreto? Ho la testa dura!» All’arrivo la Stefani ha preceduto lo scricciolo etiope Shewaye Gemechu Debelu (a 2’48”) e la keniana Rebecca Jerotich Tallam (a 11’29”). Quindi due italiane (rispettivamente argento e bronzo del campionato tricolore): Marcella Mancini (campionessa italiana 2006 e 2010) che ha corso in 2h56’25” e Silvia Serafini (2h56’56”).

Poi, tutti gli altri, ognuno a caccia del proprio successo personale in un’appassionata scommessa contro il tempo. In gara oltre trecento iscritti alla Maratona e altrettanti alla staffetta, che prevedeva la prima frazione tra Aquileia e Palmanova (15,6 km) e la seconda da Palmanova a Cividale (26,595 km). La prima edizione della Unesco Cities Marathon va dunque in archivio nel segno del Tricolore. E per il prossimo anno si pensa a invertire partenza e arrivo: da Cividale ad Aquileia, dunque, «per un tracciato - come pronostica il ct azzurro Massimo Magnani, campione italiano di Maratona nel 1978 - che si annuncia quindi decisamente più veloce».

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