Pinzin risponde alle accuse: «Contro di me tante falsità Non ho rapporti col Mestre»

TRIESTE. Il giorno dopo le neppure tanto velate accuse di Marco Pontrelli a Sergio Pinzin, arriva puntuale la secca replica dell’ex diesse: «Il presidente ha detto delle cose completamente false. Partendo dalla faccenda del reclamo del Mestre - afferma Pinzin - chiarisco che non sono amico del ds del Mestre, ma con lui ci sono stati solo rapporti di lavoro per l’amichevole estiva. Io del reclamo del Mestre l’ho saputo dal segretario della Triestina che mi ha contattato per chiedere lumi. La società veneta evidentemente l’aveva fatto perché era sicura ci fosse qualche irregolarità, ma ha sbagliato. Però io non c’entro nulla. Cosa vuole dire Pontrelli quando dice chissà di chi è stata l’iniziativa? Non lo so proprio». Altro capitolo i giocatori epurati da Pontrelli, perché riferibili all’area Pinzin: «A dire il vero - afferma l’ex diesse - non sono solo quelli. Ci sono anche Migliorini, Andjelkovic, Ciave, Battaglini, Kabine, Miani e perfino Crosato, che all’inizio lui non voleva tenere. Perché allora mandarne via solo alcuni? Altra cosa il comunicato dei giocatori: io non c’entro nulla, l’ho letto su internet e sui giornali. E comunque è stato firmato da tutti, se poi si insinua che qualche ragazzino è stato costretto a farlo, vuol dire che non ha la personalità necessaria. Pontrelli inoltre afferma che io gli avrei presentato i croati: è falso, a lui non ho mai presentato nessuna cordata. Da quando il 1° ottobre sono andato via, a Trieste non ho mai messo piede. Ho visto la Triestina solo in Coppa Italia a Monfalcone contro il Venezia». E poi ci sono le accuse del presidente riguardo gli accordi sui giovani provenienti da lontano, riguardanti vitto e alloggio. «Intanto Pontrelli non parli di contratti - dice Pinzin - perché non esistono nei dilettanti, si tratta di accordi economici. In accordo con lui, abbiamo inserito in questi accordi una percentuale in più da dedicare a vitto e alloggio, per non avere i problemi in cui era incorsa la società lo scorso anno. Ma di quegli accordi, Pontrelli sapeva tutto e li ha firmati lui, non certo io. A questo punto, se dirà ancora qualche altra falsità, dovrà risponderne a qualcun’altro». (a.r.)
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