Pontoni abbonata alle rimonte Andrea Schina: «Spirito giusto»

MONFALCONE
Per la Pontoni Falconstar la rimonta furiosa nella seconda metà delle partite è ormai diventata una piacevole consuetudine. A una settimana di distanza dal successo con San Vendemiano la squadra monfalconese si è ripetuta mettendo ko con le stesse modalità, partendo cioè da uno svantaggio in doppia cifra (-11 nel secondo quarto), la Antenore Virtus Padova, che perdendo al PalaPaliaga ha dovuto dire addio al primo posto.
Per i biancorossi di coach Praticò un altro scalpo di peso e soprattutto un altro mattoncino sul quale costruire la salvezza anticipata in attesa che venga costituita la classifica combinata del girone C con la partenza della seconda fase il prossimo 21 marzo.
«Il carattere di un gruppo che ha sempre dimostrato una certa dose di orgoglio è sicuramente alla base delle nostre rimonte – spiega Andrea Schina, uno dei veterani della Falconstar – sono qui da tanti anni e ho imparato che lo spirito operaio della città dei cantieri si riflette perfettamente nella sua squadra di basket. Cambiano gli allenatori e i giocatori ma questo dato comune rimane nelle fondamenta. Poi naturalmente ci sono anche motivazioni più tecniche, abbiamo una rotazione a 10 giocatori che ci consente di avere energie fresche anche nei finali di partita quando la lucidità conta il doppio».
È una Pontoni che esce alla distanza, dunque: contro la Virtus sono stati 49 i punti realizzati nella ripresa, con uno Scutiero incontenibile autore di 22 punti con 5/7 dalla lunga distanza (l'ultima tripla ha anche ribaltato la differenza canestri, che non si sa mai), contro i 32 segnati nei primi 20'. Nella prima parte di gara la Falconstar aveva invece perso troppi palloni, ben 17, una specie di record negativo. «È indubbio che dobbiamo fare meglio, infatti nella ripresa abbiamo dimezzato il dato (solo 8, ndr) ed è cambiato tutto – continua l'ala triestina – a parziale giustificazione posso dire che è il nostro tipo di gioco che incide sul numero delle palle perse, giochiamo a gran ritmo, vogliamo fare tanta transizione e velocità per sfruttare le nostre caratteristiche e dunque ci prendiamo qualche rischio in più. Poi va detto che rispetto a squadre che si allenano anche 7 volte a settimana noi abbiamo meno allenamenti e quindi è più difficile essere perfetti nei meccanismi».
Oltre ai canestri di Scutiero, alla solita doppia cifra di Casagrande e a un Murabito che ha confermato di sapersi prendere, e realizzare, tiri pesanti nei momenti decisivi, a fare la differenza nella ripresa è stata anche la difesa, imperniata proprio su Andrea Schina, una specie di “libero” stile vecchio calcio, regista difensivo come pochi.
«Sono contento di aver contribuito al successo della squadra con le mie caratteristiche – conclude Schina – serviva colmare il deficit di esperienza causato dalle contemporanee assenze di Bonetta e Medizza e ci sono riuscito. Mi trovo bene in una rotazione a tanti uomini perchè so che posso dare tutto in 15-20' senza dover pensare a gestirmi». —
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