Quando il titolo mondiale si assegna con l’ultimo sprint della stagione

Ultimo Gran premio della stagione, in griglia ci sono tutti i piloti, ma solo due sono sotto i riflettori, quelli che si stanno giocando il Mondiale. La storia del motociclismo è ricca di campionati risolti all’ultima gara, come accadrà a Valencia, teatro dello scontro finale tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.
Il primo episodio risale al 1950, con Umberto Masetti e Geoff Duke separati da sole 4 lunghezze all’ultimo atto a Monza. L’inglese vince, ma Masetti taglia il traguardo secondo e si laurea così campione con un solo punto di vantaggio.
Risale al 1966 invece il primo trionfo iridato nella classe 500 di Giacomo Agostini. Agostini arriva a Monza con Mike Hailwood e la sua Honda in testa alla classifica per pochi punti. Serve un capolavoro e Ago non se lo fa ripetere. Il campione bresciano parte fortissimo e nella seconda parte di gara passa l’ex compagno di squadra, che poi sarà costretto al ritiro, conquistando il suo primo titolo. Ma il destino certe volte si diverte e l’anno dopo si ripete la stessa situazione, con Agostini e Hailwood che arrivano al Gp del Canada separati da soli due punti. Vince Hailwood, con Ago secondo. I due chiudono con gli stessi punti (46) e le stesse vittorie (5), ma il maggior numero di secondi posti (3 contro 2) fa trionfare Agostini.
Il 1975 è l’anno d’oro di Kenny Roberts, che debutta in 500 e arriva al Nurburgring, ultimo Gp dell’anno, con otto punti di vantaggio su Barry Sheene. Roberts chiude terzo, con Sheene quarto, e diventa il primo pilota a laurearsi campione all’esordio nella classe regina, impresa replicata poi da Marc Marquez nel 2013.
Arriviamo ora al 1981. Come l’anno precedente, quando il Mondiale andò a Roberts, Randy Mamola arriva all’ultima gara in Svezia con la possibilità di vincere il titolo. In vetta c’è la Suzuki di Marco Lucchinelli cui basta, in caso di trionfo di Mamola, un quinto posto. L’americano, dopo aver condotto per la prima parte di gara, perde posizioni fino a finire fuori dalla zona punti, favorendo così il trionfo di Lucky, che chiude nono ma iridato.
Nel 1992 assistiamo alla grande rimonta di Wayne Rainey (Yamaha) su Mick Doohan (Honda), favorita però dal grave infortunio alla gamba che Doohan subì ad Assen. All’ultima gara, a Welkom in Sudafrica, Doohan ha soli 2 punti su Rainey. L’australiano corre nonostante il dolore e chiude 6°, con Rainey che però arriva 3° e si laurea campione con 140 punti, contro i 136 di Doohan.
Nel 1998 il teatro dello scontro è la classe 250, con Loris Capirossi e Tetsuya Harada in pista in Argentina divisi da soli 4 punti. Il duello è da brividi e si risolve con un’entrata ruvida dell’italiano, che fa finire a terra il nipponico, costringendolo al ritiro. Capirossi trionfa, ma le polemiche furono enormi, con Harada che presentò ricorso, prima accettato poi annullato.
Arriviamo ora ai tempi recenti. Nel 2006 Nicky Hayden trionfa in MotoGp grazie alla sua regolarità e alla scivolata di Valentino Rossi che, in testa di 14 punti all’ultima gara a Valencia, spalanca le porte del Mondiale all’americano.
Nel 2013 invece il duello è tra Lorenzo e il debuttante Marquez, che arrivano a Valencia divisi da 13 punti. Vince Lorenzo, ma il terzo posto di Marquez lo rendo il più giovane vincitore del titolo nella classe regina.
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