«Questo scudetto lo sento ancora più mio»

«Rispetto a due anni fa, in questa stagione sono stato molto più continuo» spiega il giocatore triestino della Reyer



Due scudetti in tre anni, una crescita continua che lo ha trasformato da giovane promessa a punto fermo di un progetto che anche attorno al suo nome ha visto la Reyer consolidarsi ad alto livello.

Stefano Tonut si gode i frutti del duro lavoro svolto in questa stagione e culminato con un play-off giocato a ritmi vertiginosi. Diciassette partite in 35 giorni sono stati un tour de force dal quale Venezia è emersa portando a casa un titolo certamente meritato. Uno scudetto vissuto da protagonista da Stefano, un trofeo che rappresenta la consacrazione di un giocatore che ha saputo buttarsi le spalle i malanni fisici dimostrandosi più forte delle difficoltà. Venti minuti a partita con nove punti di media: rendimento da incorniciare per un italiano che i play-off non solo li ha giocati ma ha saputo lasciare un'impronta precisa.

«Lo scudetto vinto in questa interminabile serie contro Sassari lo sento decisamente più mio rispetto a quello di due stagioni fa - confida Stefano -. Quest'anno sono stato certamente più continuo, ho potuto dare alla squadra il mio contributo ed essere in campo dall'inizio alla fine. Sono felice di poterlo condividere con la mia famiglia. Mia madre, mio padre, mia sorella, la mia ragazza e i miei zii. Da sempre punti di riferimento importanti nella mia vita».

È stato uno Stefano Tonut che ha sempre avuto fiducia nella sua Reyer. Anche quando, nella parte finale della regular season, Venezia aveva perso il testa a testa contro Cremona per la conquista del secondo posto alle spalle della capolista Milano. «Sapevo che secondi o terzi poca differenza avrebbe fatto - racconta Tonut -. D'accordo, cambiava la sede dell'eventuale bella nella semifinale ma un po' di esperienza in questi anni me la sono fatta per sapere che a certi livelli e dopo un elevato numero di partite, il fattore campo ha un'importanza relativa. Diventava invece fondamentale arrivare in buone condizioni alla post season, per il cammino che abbiamo fatto e per la strada che siamo riusciti a percorrere direi che abbiamo avuto ragione».

Chimica di squadra e capacità di sfruttare una rosa lunga. È stato questo, alla fine, il segreto di una Reyer che ha dimostrato di avere più benzina del motore rispetto alla sua avversaria. «Avevamo semplicemente tanta voglia di vincere davanti al nostro pubblico - sintetizza Stefano -. La voglia di festeggiare assieme ai nostri tifosi è stato il motore che ci ha portato fino in fondo. Quello che non siamo riusciti a fare due anni fa con Trento lo abbiamo fatto sabato».

Archiviato il campionato, lo attende un po' di vacanza al mare azzurro della Croazia e poi della Grecia prima di pensare all'azzurro che potrebbe portarlo fino in Cina. A livello di esterni non esiste un giocatore con le caratteristiche di Stefano, per gli equilibri della nazionale la sua presenza potrebbe essere un valore aggiunto importante. «Entro in un bellissimo gruppo con il quale ci siamo tolti la soddisfazione di centrare la qualificazione ai Mondiali - conclude Tonut -. Per me, come per tutti gli altri miei compagni, l'obiettivo è quello di centrare un posto nei dodici e far parte della spedizione che affronterà questa avventura speciale. Darò il massimo, come ho sempre fatto, per cercare di coronare questo sogno». —



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