Ray ritrova la sua Brenda: «In piscina siamo più forti»

Il pallanuotista Petronio si è ricongiunto a Trieste con la tuffatrice dell’Aniene: «Il settebello triestino può puntare all’A1 ma manca ancora un po’ di cattiveria»
Di Riccardo Tosques

TRIESTE. Le ambizioni della Pallanuoto Trieste passano anche dai suoi gol. Ray Petronio, calotta alabardata numero 3, talento cresciuto nella Triestina Nuoto, è stato assoluto protagonista delle ultime partite degli alabardati. Uno stato di forma invidiabile quello dell'ex giocatore del Plebiscito Padova, apparso forte e sereno anche da un punto di vista mentale.

E se Petronio sta bene lo deve anche a lei, Brenda Spaziani. Classe 1984 come Ray, la Spaziani, tuffatrice di Frosinone ma in collegiale a Trieste con la nazionale già da un paio di anni, recentemente ha ottenuto la qualificazione per le Olimpiadi di Londra. Ray e Brenda fanno coppia fissa oramai da 3 anni. Galeotta a tale proposito fu la presentazione dei due da parte di Martina, un'amica in comune. Un amore vero, intenso, ma vissuto sempre a centinaia di chilometri di distanza quello tra Ray e Brenda.

«Il nostro legame è stato talmente forte da subito che siamo riusciti a sopportare la lontananza», spiega Petronio. Finché Ray giocava a Padova, bene o male, a Trieste ci si arrivava subito. Quando però nella scorsa stagione il ventottenne pallanuotista si è spostato a Cagliari la distanza è diventata “infinita”.

«La distanza ha influito oltre che sulle finanze, per vederci spesso abbiamo speso una barca di soldi, anche sui risultati sportivi di Brenda che purtroppo l'anno scorso ha fatto la peggior stagione della sua carriera», spiega Ray. La scorsa estate, come una manna dal cielo, è arrivata la telefonata dalla Pallanuoto Trieste. E le cose sono cambiate. «Lei nonostante sia tesserata con l'Aniene è rimasta a Trieste così abbiamo deciso di cominciare a convivere: evidentemente questa convivenza aiuta anche nello sport dato che la sua stagione sta andando alla grandissima con la conquista del pass olimpico conquistato, e per quanto mi riguarda la stagione sta andando abbastanza bene anche se la squadra sino ad ora è stata un po' sfortunata».

Dopo la pausa la Pallanuoto Trieste è tornata in acqua con un altro piglio. «Sì, sicuramente. Stiamo giocando bene ma soffriamo tanto le squadre forti nel ruolo di centroboa come Verona. Anche se abbiamo uno dei difensori più forti del campionato come Henriques Berlanga, il metro di arbitraggio troppo fiscale ci penalizza. A Mantova, ad esempio, i tanti fischi ci hanno mandato in confusione». Uno sugli aspetti su cui bisogna ancora migliore è la gestione delle azioni in superiorità numerica.

«Tiriamo con una buona media (41% con l'uomo in più, ndr) ma spesso sbagliamo quelle decisive, nell'ultimo periodo. Come capitato con Padova o Verona. Ci manca ancora un pizzico di cattiveria». Dove può arrivare questa Pallanuoto Trieste? «Quest'anno il traguardo dei play-off secondo me è ancora alla portata. Col rientro di Pappacena siamo ancora più forti, quindi possiamo anche farcela. L'importante però è gettare le basi per la prossima stagione, con un anno di esperienza in più questo gruppo potrà seriamente tentare l'assalto alla serie A1».

Ti senti il trascinatore di questa squadra? «Direi di no. Sto bene alla Pallanuoto Trieste e voglio continuare a dare il mio contributo. Il trascinatore resta Andrea Brazzatti (il direttore sportivo, ndr), anche se ha smesso di giocare. E' sempre con noi e ci carica a dovere». Ed è anche grazie a Brazzatti, che ha deciso di riportare Petronio a Trieste, se Ray e Brenda stanno avendo (finalmente) l'opportunità di vivere assieme una vita da innamorati sportivi.

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