Riecco il San Canzian mentre scende la Romana
MONFALCONE. Sull'altalena a cavallo della linea che demarca le cinque pericolanti dalla zona-salvezza sale in aria il ritrovato San Canzian Begliano e scende la Romana: la cura-Grillo - modestia della rivale di giornata a parte - sembra funzionare, dubbi per i tanti alti e bassi dei monfalconesi per il collega Maranzana.
Il Gaja non poteva essere un avversario improponibile per i giallorossoneri e così è stato (4-2) nonostante sia stato sempre messo nelle condizioni di rimontare e quindi di riaprire la partita: «Siamo partiti come avevamo finito con l'Azzurra nel turno precedente, vantaggio quasi immediato con Boscarolli, raddoppio mancato e corner fatale. Ricominciamo di nuovo a premere, doppietta di Aristone e solito rilassamento prima di chiuderla definitivamente con Visinti. La nota positiva rimane la quantità industriale di palle-gol create, - ammette Fabio Grillo - dobbiamo invece imparare a gestire il match e chiuderlo anzitempo».
Alti e bassi incredibili per una Romana che sfonda a inizio ripresa con Crevatin e poi affonda per mano di un Campanelle assolutamente alla portata. «I triestini hanno beneficiato dei nostri regali, il pari subìto ci ha smontati, ci siamo letteralmente intimoriti smettendo di giocare. Tre reti evitabilissime con un minimo di attenzione in più, è un vero delitto perdere queste gare che per noi valgono il doppio. Non serve andare a intermittenza - il tecnico gialloblù Maranzana non ci sta - perché le qualità per fronteggiare qualsiasi rivale ci sono, e lo avevamo dimostrato a Ruda. Salvo l'affetto dei nostri tifosi che ci hanno incitati fino al 90’: il dodicesimo uomo in campo c'era, gli altri undici no...».
Matteo Marega
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