Riecco “sorriso” Chaves «Vittoria meravigliosa»
dall'inviato
SAN MARTINO DI CASTROZZA. «I sogni a volte si realizzano, dopo qualche anno difficile che ho passato non ho mai mollato e qui a San Martino di Castrozza è una giornata incredibile. Bisogna sempre crederci nella vita». Esteban Chaves ha 29 anni. Tre anni fa di questi tempi rivaleggiava con Nibali per la maglia rosa? Ricordate? Terz’ultima tappa del Giro 2016. L’olandesone Kruijswik cade nella neve dell’Agnello, Nibali con l’aiuto di Scarponi, attacca da lontano, si porta dietro Chaves e lo stacca nel finale a Risoul. “Sorriso” veste la rosa, ma la perde nel tappone successivo di Sant’Anna di Vinadio quando lo Squalo trova all’arrivo, tra i primi a congratularsi, proprio i genitori del colombiano che ha appena battuto. Anche ieri al traguardo c’erano mamma e papà del 29enne della Mitchelton che in quel magico 2016 vinse poi anche il Lombardia per poi essere rallentato da una mononucleosi, che al Giro 2018, dopo che aveva vinto sull’Etna davanti a Yates ed era andato forte sul Gran Sasso, lo costrinse a un vero e proprio calvario. Il colombiano si è rifatto ieri. Ha cominciato una rinascita. Ci aveva provato mercoledì sulla strada verso Anterselva con una fuga da lontano: secondo. Ieri la replica, con 12 corridori. Finché, sulla salita finale, la sua classe ha avuto la meglio. Sfortunatissimo Andrea Vendrame. All’ultimo attacco del colombiano il corridore dell’Androni viene tradito dalla bici: salto di catena. Perde il treno, ma con grinta riparte e dà vita a un inseguimento rabbioso. Finisce secondo a 10” dal vincitore. Poi, tagliato il traguardo, mentre Chaves viene abbracciato da tutti, perché la sua vittoria fa piacere a tutti (Nibali 6’29” dopo, appena tagliato il traguardo: «Ha vinto Chaves? Davvero? Sono felice per lui», tanto per dare l’idea), stramazza al suolo vinto dalla fatica. Il suo ds Gianni Savio tranquillizza: «Sta bene. E vedrete, ci riproveremo!». Del resto i suoi sono sempre all’attacco. —
A.S.
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