Roglic, il giorno della verità Resa dei conti nella crono che decide il Tour de France

La quiete prima della tempesta. In realtà, le emozioni al Tour de France non sono mancate nemmeno nella 19ª tappa, ma gli uomini di classifica si sono tirati da parte alla vigilia della cronometro decisiva. A sorridere per la seconda volta nelle ultime tre settimane è stato Soren Kragh Andersen, bravo ad approfittare di un attimo di incertezza dei compagni di fuga (tra cui c’era il nostro Matteo Trentin, poi 10°) per involarsi in solitaria verso il traguardo di Champagnole. A bocca asciutta anche Sam Bennett (che di fatto ha ipotecato la maglia verde con l’8ª piazza di ieri) e Peter Sagan (9°): i due assi dello sprint hanno pensato più a marcarsi tra loro per la graduatoria a punti rispetto a inseguire la vittoria di tappa, catturata dal danese.
Oggi sui Vosgi si conoscerà il vincitore. Nell’unica cronometro di questo Tour, Primoz Roglic può difendere 57” sul connazionale Tadej Pogacar: 36,2 km con gli ultimi 5,9 che si arrampicano fino alla Planche des Belles Filles (8,5% la pendenza media). Tra i due litiganti, il terzo incomodo è il colombiano Lopez (a 1’27” dalla maglia gialla), ma nelle prove contro il tempo lo scalatore colombiano è un gradino sotto rispetto al tandem sloveno. L’Italia fa il tifo per Damiano Caruso che, dopo oltre 3.000 km da gregario Landa, punta alla top ten nella generale per regalarsi una gioia personale: il 10° posto, occupato da Valverde, è distante appena 19 secondi. —
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