Roglic stacca anche Pogacar ed è padrone del Tour In montagna vince Lopez

PARIGI
Il Tour de France approda su un versante alpino mai toccato, inerpicandosi sulle rampe che portano ai 2.304 metri di quota del Col de la Loze. La salita è bella, ma per un ciclismo e per corridori d'altri tempi, non per uno sport - come avviene oggi - che diverte sempre meno, fra strateghi, super-gregari e leader che puntano a non scoprirsi troppo. Ne emerge una situazione di stallo che, salvo clamorosi rovesci, si protrarrà fino a domenica, sui Campi Elisi. Davanti allo sguardo divertito e incuriosito del presidente francese Emmanuel Macron, ospite di lusso della corsa gialla, l'unico in grado di costruire un piccolo capolavoro è il colombiano Miguel Angel Lopez che taglia in solitaria il traguardo, salendo sul podio della Grande Boucle, con un ritardo di 1'26” da Primoz Roglic. Lo sloveno consolida tuttavia la maglia gialla, dopo avere staccato di 15” (più abbuoni) il connazionale Tadej Pogacar che, alla partenza, accusava un ritardo di 40”, ma adesso è sprofondato a 57”. All'arrivo di Parigi mancano solo 4 frazioni, compresa la cronometro di sabato con arrivo a La Plance des Belles Filles, e i giochi sembrano fatti. Pogacar, comunque, è caduto in piedi, accusando pochi secondi di ritardo dal connazionale . I fuochi d'artificio dopo Méribel e sulla salita verso il Col de la Loze, con Richard Carapaz in fuga assieme a Gorka Izaguirre, che poi si stacca, lasciando l'ecuadoriano maglia rosa nel 2019 da solo al comando. La Bahrain-McLaren si mette a tirare, facendo presagire un attacco di Mikel Landa che, ancora una volta, al momento del dunque, evapora assieme alle proprie ambizioni. A quel punto, Sepp Kuss - chissà poi perché - lancia un attacco, lasciando solo Roglic e soprattutto facendosi infilare da Lopez che parte a tutta e trionfa. —
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