Rossi: so guidare, la Yamaha deve credere di più in me

Il terzo posto in Andalusia «vale quasi come una vittoria», ma Valentino Rossi non riesce a gioire del tutto per il podio ritrovato dopo 17 gare. Anzi, gli cresce dentro la convinzione di aver dovuto lottare, nelle ultime stagioni, non solo in pista contro gli avversari, ma anche fuori con chi sta dalla sua stessa parte, per vincere certe resistenze della Yamaha, restia a seguire le sue richieste, nonostante i 25 anni di motomondiale che ha alle spalle. Lui la spiega così: «Hanno Quartararo e Vinales che vanno forte. Così a me dicono impara a guidare questa moto ». Adattandosi a certe caratteristiche tecniche e dinamiche che non si confanno allo stile di guida del 9 volte iridato, soprattutto nella percorrenza in curva. Mentre se viene messo nelle giuste condizioni può essere ancora competitivo, nonostante «il caldo infernale di oggi». «La Yamaha deve credere in me e nelle indicazioni molto precise che do quando scendo dalla moto - il messaggio pacato di Rossi - visto che sono un loro pilota e lo resterò anche l'anno prossimo. Con il team abbiamo dovuto lottare quattro giorni per ottenere quello che volevamo. Altrimenti avrei vissuto un altro fine settimana come quello scorso».

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