Sangiovanni: «Uniti per la D Cercherò di segnare di più»

TRIESTE. Dino Sangiovanni, 28 anni, un passato tra C1, C2 e serie D, è uno dei giocatori di maggior qualità ma anche dei più discussi della rosa alabardata di questa stagione. I numeri non gli mancano e spesso li ha fatti anche intravedere, ma la sensazione è che non sia riuscito a dimostrare ancora tutto il suo potenziale.
Sangiovanni, il mezzo passo falso di Gemona rischia di vanificare la rimonta sull’Ufm?
«Sicuramente la rende più difficile. Ma finchè la matematica dice che possiamo farcela, noi tenteremo: bisogna vincerle tutte e sperare nei risultati della rivale».
Cosa non ha funzionato in questa trasferta?
«Noi facciamo spesso fatica quando troviamo squadre che non ci fanno giocare: loro si chiudevano tutti dietro la linea della palla, e noi non siamo stati bravi a scardinare la loro difesa. Dovevamo far girare palla più velocemente, ma le condizioni del campo erano pessime».
E quel tiro finito sul palo?
«Ci ho provato ma sono stato sfortunato, per me questo è l’anno dei pali. Peccato perché come è successo altre volte dove forse abbiamo giocato peggio, magari queste partite se le sblocchi cambiano volto. Ma stavolta non è stato cosi».
Ma ci sperate ancora nella promozione diretta?
«Quando abbiamo ripreso gli allenamenti ho visto atteggiamento e spirito giusti. Come dice il mister dobbiamo stare sereni e lavorare: secondo me stiamo facendo un buonissimo campionato, anche se essendo la Triestina ci si aspettava di stravincere. Ma l’Ufm sta facendo una stagione incredibile, se vanno avanti così tanto di cappello».
E che stagione è dal punto di vista personale?
«All’inizio ho fatto fatica perché ero senza preparazione e ho avuto problemi a un ginocchio. Poi a dicembre abbiamo fatto un buon richiamo fisico e pur tra alti e bassi penso di essere andato meglio nel girone di ritorno, anche se non so cosa si aspettavano i tifosi da me: forse c’erano troppe aspettative, ma non è che prima giocavo in serie A».
Forse un giocatore che basa il suo gioco sulla tecnica soffre molto questa categoria?
«In effetti l’Eccellenza non l’avevo mai fatta, è un campionato con poca tecnica ma l’aspetto più importante è che sinceramente mi aspettavo campi migliori. Invece un po’ tutti sono in pessime condizioni e ho trovato difficoltà. Credo che sto comunque dando una mano alla squadra, anche se speravo di fare qualche gol in più. Spero di fare quelli decisivi da qui in avanti».
Da Costantini le è arrivata comunque tanta fiducia.
«So che punta tanto su di me, evidentemente in allenamento vede le mie qualità: mi fa sentire importante e anche quando ho fatto qualche brutta partita mi ha continuato a dare fiducia. È uno che capisce di calcio e se mi fa giocare sa che posso dare una mano importante».
I problemi societari e la questione dei rimborsi hanno influito sul rendimento della squadra?
«Mah, quando ci sono dei problemi qualcosa si crea e non si lavora sereni, soprattutto se uno ha delle difficoltà. Ma penso anche che la società è composta da persone corrette e rispetterà gli impegni presi. La cosa fondamentale in questo momento è stare tutti uniti per centrare l’obiettivo della serie D».
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