Sarri disegna la nuova Juve «Un solo obiettivo: vincere»
![In this May 2, 2019 file photo, then Chelsea's coach Maurizio Sarri attends the Uefa Europa League, first leg semifinal soccer match between Eintracht Frankfurt and FC Chelsea in the Commerzbank Arena in Frankfurt, Germany. (ANSA/AP Photo/Michael Probst, file) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved]](https://images.ilpiccolo.it/view/acePublic/alias/contentid/2aaa5288-edcc-4cb3-8ae3-cf1bac317fe0/0/calcio-la-juve-di-sarri-in-pista-di-decollo-prima-tappa-ronaldo.webp?f=16%3A9&w=840)
TORINO. Cambiare senza stravolgere, guardare al futuro senza dimenticare gli anni, e le vittorie, di Allegri
A una settimana dalla sua presentazione ufficiale di Maurizio Sarri inizia a delinearsi la nuova Juventus. Quella che dovrà «divertirsi e far divertire, coniugando vittorie e risultati positivi», sostiene il tecnico per la gioia della società che lo ha scelto e dei tifosi bianconeri, che sperano di perdonargli presto il suo passato al Napoli.
Certo però all'inizio non sarà facile. «È un'eredità difficile, è una società che ha vinto tanto - ammette lo stesso Sarri nella sua prima intervista a Juventus Tv -. Sarà difficile ripetere i risultati di questi ultimi cinque anni, anche numericamente». Anche perché la concorrenza si sta rafforzando. «Sarà un campionato frizzante - è la previsione dell'ex Chelsea -. Torna Conte in una società ambiziosa come l'Inter, Giampaolo finalmente potrà allenare una grande, senza dimenticare Ancelotti con il Napoli. Guardando alla Roma, Fonseca ha grandi doti e al Sassuolo c'è l'emergente De Zerbi».
L'obiettivo è scaricare le responsabilità dalle spalle dei calciatori bianconeri, nonostante la presenza di Ronaldo e il possibile arrivo di campioni come De Ligt o Rabiot. «Dobbiamo dimenticare le responsabilità, divertire e divertirci - ripete quasi come un mantra -. Tenteremo di giocare più palloni, questa è una filosofia di gioco». Resta però fondamentale che nel corso della stagione emerga quel cinismo che aveva reso grande la Juventus di Allegri, quella dei cinque scudetti consecutivi e delle due finali di Champions League. «Vorrei che la squadra conservasse alcune caratteristiche di Allegri - conferma -. Sembrava a un passo dal finire sotto, ma poi ti schiacciava. Resistere alle difficoltà e poi distruggere l'avversario in dieci minuti».
L’obiettivo è sempre vincere. Perché «quando ti alzi la mattina l'obiettivo è uno solo» dice. Anche in Europa, nonostante il livello delle avversarie sia superiore. «Bisogna viverla per quello che è, una Juve così straripante fa pensare a tutti che possa essere lo stesso in Europa - conclude - ma il nostro movimento, purtroppo, oggi non è questo».—
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